Rassegna Stampa

Pjanic, il mago delle punizioni «Le traiettorie le ho in testa»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-10-2015 - Ore 06:51

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Pjanic, il mago delle punizioni «Le traiettorie le ho in testa»

GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Dieci pennellate d’autore. O, se preferite, anche dieci magie, quasi come se avesse davvero una piccola bacchetta magica. Per disegnare traiettorie a giro, parabole imprendibili, colpi che spesso i portieri riescono a vedere solo alla fine, quando sono costretti a raccogliere il pallone in fondo al sacco. Sono le punizioni di Miralem Pjanic, colpi appresi da adolescente a Lione alla scuola di Juninho Pernambucano e perfezionati da sé, strada facendo. Fino all’ennesima magia, quella di sabato scorso, con cui il bosniaco ha sbloccato la partita con l’Empoli che altrimenti, molto probabilmente, sarebbe rimasta lì, impantanata su di uno scialbo 0-0. 
TOP IN EUROPA In questo momento nei 5 campionati europei più famosi nessuno su punizione è stato decisivo quanto Pjanic. Dall’inizio della stagione Miralem da fermo ha infatti segnato tre volte: contro Juventus, Carpi e appunto Empoli. Eriksen (Tottenham) e Willian (Chelsea) sono fermi a due, un plotone di stelle ha fatto centro una sola volta (Griezmann, Balotelli, Insigne, Neymar, Oscar, Calhanoglu e tanti altri). Ma non c’è da sorprendersi, perché da quando è in Italia (estate 2011) Pjanic ha già segnato dieci volte su punizione. Nello stesso arco di tempo in Italia ha fatto meglio solo Pirlo (12), ma rispetto all’ex juventino Pjanic ha una percentuale di realizzazione migliore, avendo calciato meno volte di lui (soprattutto all’inizio, quando molte punizioni finivano sui piedi di Totti). 
nessun segreto Ma dove ha imparato Pjanic a calciare così bene? «Il mio maestro è stato Juninho, ma lui calciava in modo diverso dal mio — ha detto lui stesso — La palla ballava, come quella di Pirlo. Io mi esercito, provo spesso i tiri in allenamento per migliorare la precisione. Ma non le traiettorie, quelle le ho in testa, conosco le distanze dalla porta». E c’è da credergli, visti i risultati. Una sorta di maghetto, magari anche un piccolo Harry Potter, di certo un giocatore sempre più decisivo per tutte le dinamiche giallorosse. Così tanto che dall’inizio del campionato Pjanic è entrato in maniera attiva in ben 8 dei 20 gol segnati dalla Roma, tra le 4 reti personali ed i 4 assist. Anche qui numeri da top-player, meglio di lui — in tal senso — finora ha fatto solo uno straripante Insigne. 
DE ROSSI, l’arbitro e... Dei 4 assist, l’ultimo è arrivato proprio sabato per il 2-0 di De Rossi, con quella traiettoria pennellata su calcio d’angolo. Già, De Rossi, il compagno di tante battaglie. Compresa quella con l’Empoli, in cui ci ha messo come al solito cuore e passione. Andando anche un po’ oltre, come quando negli spogliatoi all’intervallo ha avuto un acceso scambio di battute con l’arbitro Giacomelli, per poi chiarirsi ancor prima di rientrare in campo. Poi, subito dopo il gol, Daniele ha festeggiato le sue 500 gare giallorosse a casa di amici, al fianco di un ospite speciale come Carlo Verdone. E chissà che non diventi presto anche uno dei suoi personaggi. «Un giorno mi piacerebbe raccontare la sua storia e quella di Totti. Potevano andare altrove, sono rimasti a Roma», ha detto il regista ed attore romano. Chissà, magari prima o poi penserà anche a Pjanic ed alle sue magie. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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