Rassegna Stampa

Pjanic. Il pianista suona dolci note giallorosse. Non aveva mai volato così alto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-02-2016 - Ore 08:47

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Pjanic. Il pianista suona dolci note giallorosse. Non aveva mai volato così alto

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Undici gol stagionali li aveva segnati solo tanto tempo fa, esattamente nel 2009-10, alla sua terza stagione da professionista con ilLione. All’epoca aveva appena 19 anni, poi è cresciuto un po’ in tutto: sotto il profilo fisico, della qualità e dell’intelligenza calcistica. Ma non nel rapporto con la porta, dove Miralem Pjanic nelle cinque stagioni successive non è mai riuscito a fare meglio di quell’anno lì. Fino a quella attuale, dove con il gol (di rabbia) segnato a Empoli sabato sera ha eguagliato proprio il suo record assoluto. Con una differenza, però, che davanti a sé il jolly bosniaco ha ancora a disposizione almeno 12 gare (ritorno degli ottavi diChampions compreso) e tutto il tempo stavolta di migliorarsi anche lì. Anche se, probabilmente, ci sarà sempre qualcuno capace di trovargli un difetto, soprattutto quel vizio chiamato discontinuità con cui lotta oramai da anni.

L’ALTALENA – Pazienza, pensa Miralem. Che poi la testa la mette sul campo e ragiona solo in funzione di quello. Del resto, è lui l’unico acquisto della prima Roma americana (quella costruita nell’estate del 2011) a essere ancora presente in giallorosso. E forse un motivo ci sarà, nonostante le sue stagioni abbiano vissuto veramente un po’ come sull’altalena. Una partita buona e una così così, poi un’altra eccellente e quella dopo da rivedere. Alla fine, però, i conti di Pjanic sono sempre stati ampiamente positivi, lui che con il suo talento e il suo genio ha conquistato un po’ tutti gli allenatori avuti alla Roma:Luis Enrique ancora oggi lo vorrebbe al Barcellona, Garcia era pronto ad incatenarsi per non vederlo partire (in cambio sacrificò Lamela), Andreazzoli gli consegnò le chiavi della squadra e Spalletti sta imparando ad apprezzarlo. «Mire è uno che gli piace avere la palla sui piedi, giocarla, perché è uno che ha la qualità per farlo», ha detto pochi giorni fa il tecnico giallorosso. L’unico con cui il bosniaco non ha mai legato è statoZeman, ma è storia risaputa.

AL TOP Oggi, però, ci sono quegli 11 gol lì (9 in campionato e 2 in ChampionsLeague) a brillare negli occhi un po’ di tutti. Se si eccettua Ilicic (che per Paulo Sousaè oramai a tutti gli effetti un trequartista) con 10 gol, in Italia quest’anno nessun centrocampista ha segnato quanto lui in campionato. Più o meno lo stesso discorso inEuropa, dove se si considerano i 5 campionati al top (Serie ABundesligaLiga, Ligue1 e Premier), tra i centrocampisti puri solo Alli (Tottenham, 7) prova a reggere il suo ritmo. Poi c’è anche una batteria di trequartisti che hanno fatto o meglio (Meierdell’Entraicht con 12 e Ben Arfa del Nizza con 11) o lo stesso (9 reti per Malli delMainzDidavi dello StoccardaMkhitaryan del BorussiaWijnaldum del NewcastleJozabed del Rayo), ma sono tutti giocatori più offensivi del bosniaco. Che, tra l’altro, alla collezione delle perle quest’anno ha aggiunto anche una serie di assist al bacio. Molti per Salah, che lo adora anche per questo. E che ieri lo ha ringraziato con una foto di intesa su Instagram. Anche se, a conti fatti, per qualcuno sarà sempre Pjanic il discontinuo…

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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