Rassegna Stampa

Pjanic: «La Roma è tornata»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-02-2016 - Ore 09:14

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Pjanic: «La Roma è tornata»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI/PUGLIESE - Avviso ai naviganti: «La Roma è tornata». E a dirlo non è uno qualsiasi, ma Miralem Pjanic, ovvero il capocannoniere della squadra giallorossa. In una squadra in cui i nuovi acquisti hanno portato nuova linfa, non sarebbe giusto dimenticare la piattaforma da cui Spalletti ha costruito la sua rincorsa. Nello zoccolo duro degli arrivi dell’ultimo quinquennio, in fondo, ci è rimasto solo lui, il talento bosniaco, che grazie ai suoi 11 gol (9 in campionato e 2 in Champions) è divenuto il re del gol giallorosso, raggiungendo il suo primato stagionale finora incagliato nell’annata 2009-10 vissuta al Lione. All’epoca aveva 20 anni e un avvenire apparentemente lastricato solo di vittorie che invece finora ancora non sono arrivate, ma la voglia di Pjanic è così tanta che ieri ha ringhiato al connazionale Zukanovic, reo di aver tentato di scippargli la punizione da cui si è innescata l’azione della sua rete. 
CROLLO FINITO Ma tutto è bene ciò che finisce bene, con la squadra che festeggia davanti ai quasi 5.000 tifosi accorsi a Empoli. «Fa del bene a noi e a loro, fa bene a tutta la Roma – spiega Miralem –. È una bella striscia di vittorie quella che stiamo facendo, la squadra gioca bene e ha meritato di vincere. Napoli e Juve? Non ci pensiamo. Ora vediamo le altre partite del weekend e pensiamo alla Fiorentina. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro ora vediamo cosa fanno gli altri. La squadra adesso gioca con entusiasmo e fiducia, il gioco c’è, tutti siamo pronti. Due-tre mesi fa abbiamo avuto un crollo, ma ora la squadra è tornata. Quando la squadra gioca senza fiducia – che è quello che era successo a noi – è difficile esprimersi, c’è sempre qualcosa che va male e vai in una spirale negativa in cui eravamo entrati. Un periodo in cui abbiamo giocato nella stessa maniera come col Napoli. Ora la squadra è tornata a vincere con merito, lavora tanto e con la fiducia è più facile, è sempre più bello. Guardiamo sia in alto sia in basso. È un campionato ancora molto aperto. Spalletti ci richiama? Sono le sue maniere di fare, ci sta sempre addosso e ci chiede tanto, però la squadra sta bene con lui, c’è tanta armonia. Ci protegge e noi vogliamo fare una grande stagione con questo tecnico». Che ringhia anche a Szczesny quando non serve Dzeko («Do you want a glass?», ovvero «Hai bisogno degli occhiali?»). 
ALLARME NAINGGOLAN Il sorriso alla fine si appanna solo quando si pensa all’affaticamento muscolare di Nainggolan (il 17° infortunio stagionale tra i giallorossi) che, riguardando il polpaccio destro, lo mette a rischio per venerdì contro la Fiorentina. Lo spirito però è alto. Un esempio? Ieri è arrivato un nuovo scherzo di Totti che ha versato una bottiglia d’acqua sul sedile del team manager Zubiria durante la partita, appena questi si è alzato: risedersi è risultato rinfrescante. Ma le parole contano anche di più e Zukanovic dice: «Possiamo arrivare anche secondi, ma adesso perché bisogna stare con i piedi per terra. L’autogol? Nel calcio queste cose succedono, la palla è arrivata e Szczesny ha rinviato sulla mia testa». In un giorno del genere, un particolare. 

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI/PUGLIESE

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