Rassegna Stampa

Pjanic, pensaci tu. La Roma ti chiede un salto da leader

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-02-2015 - Ore 07:59

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Pjanic, pensaci tu. La Roma ti chiede un salto da leader

Alla fine, l’unica notizia positiva di questo periodo gli è arrivata da casa sua, dove qualche settimana fa è stato dichiarato «ambasciatore dello sport bosniaco». Per il resto, il 2015 non è iniziato nel migliore dei modi per Miralem Pjanic: un problema al tendine della caviglia destra non gli crea problemi in allenamento, ma, essendo costretto a giocare praticamente sempre, in partita, dopo un po’, inizia a provocargli dolore. E quindi Pjanic fatica a calciare e ad essere quel calciatore incisivo che la Roma ha conosciuto, soprattutto negli ultimi 18 mesi.

TOP PLAYER O NO? Il problema fisico però non può essere un alibi e Pjanic è il primo a saperlo: le parole pubbliche di Sabatini mercoledì («Mi aspetto che diventi un leader, un protagonista») hanno certificato quello che già nelle scorse settimane il d.s. aveva detto in privato al giocatore: «Prenditi la squadra sulle spalle». Pjanic sa che la Roma si aspetta tanto da lui, è consapevole che il contratto firmato ad aprile dello scorso anno, che lo fa essere il giocatore più pagato della rosa dopo De Rossi, è stato un chiaro segnale da parte della società: un gesto di riconoscenza per quanto fatto nella scorsa stagione ma, soprattutto, un incentivo a fare ancora meglio in questa. Cosa che gli è riuscita solo a tratti, nonostante un talento incredibile.

SENZA PAUSE Da quando fa il calciatore professionista, il bosniaco non ha mai giocato così tanto e ha scoperto una continuità di rendimento che non gli era mai appartenuta: questo da una parte lo gratifica, dall’altra gli ha impedito di tirare il fiato come avrebbe voluto. Basti pensare che, in campionato, ha saltato soltanto una partita, quella contro il Milan prima di Natale per squalifica: 20 partite, di cui 14 giocate per 90’, e con compagni di reparto spesso diversi, lo hanno fatto essere un punto fermo della squadra come quantità ma, non sempre, come qualità. Non solo: in Champions ha fatto percorso netto (6 partite su 6), in Coppa Italia anche (2 su 2), e in nazionale, da settembre, ha giocato altri 5 incontri. Considerando che ha disputato anche il Mondiale, questa impossibilità di fermarsi è una delle cause della spia rossa che campeggia da qualche tempo sulla sua benzina.

SALTO DI QUALITÀ Tutto qui? No, perché come gli ha detto Sabatini e come vuole anche lo stesso Garcia, quando si ha un talento così grande bisogna metterlo a disposizione della squadra anche quando le gambe non girano come dovrebbero. Per questo, con Strootman out fino a fine stagione e De Rossi che sta ancora male, già a Cagliari la Roma gli chiede di invertire la rotta. Perché, a 25 anni da compiere ad aprile, tutti si aspettano che prenda per mano i compagni e che compia il definitivo salto di qualità. Magari senza farsi distrarre dalle voci di mercato, che vogliono un contratto in bianco già preparato dai proprietari del Psg.

Fonte: C. Zucchelli-La Gazzetta dello sport

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