Rassegna Stampa

Pjanic saluta la squadra e parte con la sua Bosnia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-05-2014 - Ore 09:55

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Pjanic saluta la squadra e parte con la sua Bosnia

Non si può certo dire sia banale, Morgan De Sanctis, punto di riferimento dello spogliatoio romanista e voce sempre fuori dal coro delle solite ovvietà. Così il portiere giallorosso, a margine del convegno “Agonismo e vita quotidiana”, affronta la questione della violenza nel calcio a modo suo. «Dobbiamo buttare fuori tutti gli stupidi dagli stadi, ci sono delle leggi da applicare, strade da seguire, ma questo compito è delle società e delle istituzioni. Vedere Hamsik andare a parlare sotto la curva del Napoli non è stato un messaggio bellissimo. Pertanto mi chiedo: istituzioni, dove siete? Se ci siete battete un colpo. Proclami e promesse ci sono sempre, ma non seguono mai i fatti». Chiaro il discorso di De Sanctis, che poi fa chiarezza sulle sue condizioni fisiche. «Ho un problema al gomito che non mi ha impedito di giocare 36 partite e di allenarmi regolarmente. Sto facendo delle valutazioni, senza allarmismi e se mi dovessi operare sarebbe solo un interventino». A Genova giocherà Skorupski, promosso a pieni voti proprio da De Sanctis: «Ha un talento smisurato». Non ci saràPjanic, partito per il ritiro con la Bosnia dopo aver firmato il rinnovo del contratto. E ieri è ripartito per gli Stati Uniti, insieme a mamma e sorelle, James Pallotta.

Il presidente, in questi giorni romani, ha lavorato sul progetto cantierabile del nuovo stadio che verrà presentato la prossima settimana, e sul rinnovo contrattuale di Garcia, legato al mercato delle prossime settimane. Il tecnico sta per firmare un prolungamento di altri due anni (2,5 milioni a stagione), con tante ambizioni nel cassetto.«L’anno prossimo dobbiamo vincere almeno un titolo» ribadisce il mister francese, mentre è Destro a godersi la preconvocazione di Prandelli. «Ero un po’ in ansia, ma ora sono molto contento. La manata di Cagliari? Un episodio come se ne vedono tanti. Sono contrario alla moviola in campo, bastano gli arbitri».

Fonte: LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA)

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