Rassegna Stampa

Ponzio Pilato Prandelli: colpa di Destro e Rossi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-06-2014 - Ore 09:30

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Ponzio Pilato Prandelli: colpa di Destro e Rossi

Umiliato, offeso e strapazzato. Povero Cesare. Che di pensieri per la testa ne ha tanti, dai giocatori da mandare in campo in Brasile visto che l’esordio si avvicina a grandi falcate, sia al modulo tattico.
Tanti pensieri, e adesso deve pure perdere tempo a rispondere. A chi? A Pepito Rossi in particolare e in seconda battuta a Mattia

Destro, con il primo che ha fatto fuoco e fiamme dopo l’esclusione dai 23 per il Mondiale e il secondo che è un introverso, che si mangia ancora le unghie e che davanti al ct non è stato capace di andare oltre un «obbedisco».

Povero Prandelli, costretto pure a «bacchettare» i social network perché, dice il ct, «internet è una meravigliosa scoperta per l’umanità, ma se tantissima gente usa i social network significa che c’è molta solitudine. Internet serve alle cose serie».
Tradotto: un calciatore che dopo due anni di guai sembrava aver intravisto la luce fuori dal tunnel, avrebbe dovuto sorridere per essere stato rispedito a casa, dopo che lo stesso ct gli aveva fatto fare un cuore grande come una casa elogiandone grinta, voglia e determinazione.

Ma Prandelli non ci sta. E allora eccolo replicare, a brutto muso. «Ho la coscienza a posto. A Rossi ho detto subito che non era tra i 23. Io non faccio del male a nessuno, sono stato chiaro con tutti. È stata una violenza sentire cose non corrispondenti alla verità. Non mi aspettavo le polemiche, mi hanno messo in difficoltà e quindi devo chiarire – aggiunge Prandelli – dissi a Rossi che non lo avrei inserito tra i 30 preconvocati. Lui mi chiese di chiamarlo, che mi avrebbe sorpreso. Ma sapeva che non era nei 23. L’ho chiamato perché pensavo poteva essere un messaggio forte, bello. L’ho mandato in campo e non ho visto quello che dovevo vedere. La convocazione di Giuseppe era un rischio che non mi sono sentito di correre».

Poi la replica a Destro: «Il campionato ha dato verdetti, non avrei voluto portare 3 punte. Gli ho chiesto se era disponibile a venire in Brasile per fare la riserva. Mi ha detto “ci penso”. Il giorno dopo, per il colloquio definitivo, ho voluto accanto a me anche Gabriele Pin. Abbiamo parlato con Mattia, dicendo che sarebbe stato un giocatore importante ma che le scelte vanno comunque accettate, che fino al 13 era a disposizione e che doveva seguire un certo programma. Tutto qui».

Morale: Rossi e Destro sono due bugiardi, mentono sapendo di mentire.La verità è che Prandelli si sta facendo troppi nemici e non sempre equivale a tanto onore. Rossi ce l’ha messa tutta ma probabilmente, e qui ha ragione Prandelli, le condizioni non sono ottimali per non dire preoccupanti. E siccome il Mondiale non è un Gratta e Vinci, ha fatto bene il ct a rispedirlo a casa. Ma il problema è un altro. Le condizioni di Rossi non sono gravi oggi, lo erano anche al momento delle convocazioni. Pepito sa di non essere al top, ma sapeva pure che Prandelli voleva investire su di lui. Ed era convinto di aver strappato la convocazione. Poi la chiamata di Insigne ha cambiato le carte in tavola. Ecco perché Rossi si è infuriato. Certo di andare in Brasile e in un batter di ciglia si è ritrovato con le valige in mano. Come Destro. Questione di stile che Prandelli non ha avuto. Il ct viaggerà in Brasile forte di un contratto che comunque vada gli garantirà il futuro. Rossi e Destro possono aspettare.

Fonte: Il Tempo/M.Ciccognani

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