Rassegna Stampa

Prandelli: "Non sono scappato, ma ho ricevuto minacce"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-07-2014 - Ore 16:57

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Prandelli:

L'ex ct, presentato oggi a Istanbul, parla per la prima volta della sfortunata spedizione in Brasile: " Mi hanno paragonato a Schettino. Le parole di Buffon non mi hanno sorpreso,  Giuseppe Rossi mi ha ferito. Balotelli non ha avuto reazioni particolari, ma gli ho detto di uscire dal suo mondo virtuale" 

E alla fine Prandelli ha parlato. Dopo la presentazione alla stampa e la firma del contratto in diretta con il presidente del Galatasaray (un accordo biennale da due milioni a stagione, la metà di quanto percepiva il predecessore Mancini), l'ex ct ha accettato di raccontare la sua versione dei fatti sul fallimento della nazionale azzurra. "Io non sono scappato, nessuno di noi è scappato", ha detto il tecnico, che non parlava dal 24 giugno. Mi sono chiuso nel silenzio perché era la cosa più logica. Ho avuto a che fare con minacce e giudizi cui ho preferito non rispindere. Chi dice certe cose evidentemente è una persona cattiva dentro" .

Minacce e critiche feroci, due cose comunque diverse. "Ho ricevuto delle lettere di minaccia, dei messaggi. Sono cose che in ogni caso ti fanno pensare e chiudere un po' in te stesso. Leggere articoli o vedere trasmissioni tv in cui vengo paragonato a personaggi che non voglio nominare - ha detto l'ex ct riferendosi a Schettino - è di un cinismo assoluto. E può essere pericoloso. A due giorni dal ritorno in Italia ho ricevuto la telefonata del Galatasaray. Lì per lì non mi sentivo pronto per nessuna scelta, poi loro hanno insistito e la loro voglia di vincere mi ha convinto.Era l'unico modo per uscire da un momento non facile. In questo momento non so nemmeno se avrei accettato una proposta dall'Italia". 

Sull'esperienza brasiliana e sugli errori fatti Prandelli ha una sua teoria: "E' chiaro che ho fallito un progetto, ed è per questo che mi sono dimesso. Cosa avrei dovuto fare? Aspettare ancora un po' e poi chiedere una buonauscita, come fanno tanti? Le parole di Buffon non mi hanno sorpreso, lui non si riferiva a un giocatore in particolare, ma a una generazione che deev imparare a dare tutto per la maglia della nazionale".

Nessun rimpianto sulle convocazioni: "Cassano l'ho convocato per quello che aveva dimostrato durante la stagione e non sono pentito. Giuseppe Rossi? Preferirei non parlarne. Le sue parole mi fanno ancora male. Lui sapeva benissimo, fin dal primo giorno, che non avrebbe fatto parte dei 23. Per me lui è stato una grande delusione. Da quel momento è cambiato l'atteggiamento nei nostri confronti".

Infine Balotelli: "Quello che ho letto sullo spogliatoio nell'intervallo con l'Uruguay è vero in parte. Mario era nervoso ma non ha avuto nessuna reazione particolare. Prima di salutarlo con lui sono stato chiaro e gli ho detto: 'La nazionale avrà ancora bisogno di te, ma tu devi incominciare a vivere nella realtà e non nel tuo mondo virtuale se vuoi diventare quello che sogni, cioè un campione.Ma un campione sa affrontare ogni situazione. Tu in questo momento sei un giocatore che ha i colpi. Ma un campione è un'altra cosa'". 

In mattinata il tecnico era stato presentato alla stampa dal presidente del club turco. "Venire al Galatasaray è stata una scelta sportiva su un progetto vincente". Lo ha detto l'ex ct azzurro Cesare Prandelli nel corso della presentazione ufficiale come nuovo allenatore del Galatasaray. "Questa società ha una storia molto ricca. Abbiamo un futuro davanti, un progetto che deve arrivare ad un obiettivo, creare una squadra vincente, che offra un calcio non solo bello ma vincente. Ho visto il centro sportivo ieri, c'è un'ottima organizzazione, persone competenti, preparate, ci sono i presupposti per lavorare davvero bene" ha detto Prandelli.

"Senza regole una squadra non può vincere", ha detto, e qui il riferimento alla fallimentare spedizione italiana al Mondiale è sembrato evidente. "Nessuno deve pensare per sé". 
"Ci saranno delle regole che permettano a tutti i componenti di avere dei riferimenti, quando si decide di fare una cosa la si decide tutti assieme, nessuno deve pensare a livello personale. Quando si pensa al Galatasaray bisogna pensare ad una squadra non ad una persona".

Sul sistema di gioco ha aggiunto:"Possiamo pensare di lavorare su 4 difensori e tre centrocampisti, poi un trequartista e due punte o tre punte, dobbiamo studiare le caratteristiche dei giocatori, poi una volta individuato lo vedrete tutti". "L'obiettivo è vincere la quarta stella e andare avanti in Champions, dobbiamo prepararci da subito per avere una squadra con questa mentalità". ha aggiunto Prandelli. "Sneijder? E'  uno dei giocatori più importanti dell'Olanda, sarà uno dei più importanti del Galatasaray".

Prandelli succese alla guida del club turco a Roberto Mancini, che asua volta ne potrebbe prendere il posto in Nazionale: "Se ho sentito Mancini? Si, mi ha parlato bene della squadra e della città. Mi ha detto che qui si è trovato molto bene, che ha trovato una società organizzata e che la sua esperienza è stata molto positiva. Mancini è arrivato a stagione iniziata ed ha fatto bene, da ottavo è arrivato secondo ed ha vinto la Coppa".

Fugato anche ogni dubbio sull'accordo con i turchi arrivato dopo il ritorno in Italia. "Fino a dieci giorni fa ero ad un Mondiale, non ho mai pensato di poter programmare un mio futuro. Dopo il Mondiale ho ricevuto una telefonata, ho detto che non ero pronto mentalmente per pensare una squadra, poi ho incontrato il presidente ed ho capito che vuole raggiungere un risultato sportivo e forse ho bisogno di questo, voglio mettermi in gioco, penso di avere fatto la scelta giusta perchè l'obiettivo è vincere".

Fonte: .repubblica.it - BENEDETTO FERRARA

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