Rassegna Stampa

''Presidente, parli ai romanisti qui non a Milano''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-02-2015 - Ore 09:05

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''Presidente, parli ai romanisti qui non a Milano''

Diceva il Marchese del Grillo (cioè Alberto Sordi) che «anche quando si scherza bisogna esse’ seri». Ne sapeva un bel po’ di cose romane e … di Roma, il Marchese, sicuramente più di James Pallotta, catapultato da Boston a Roma (via Milano) in uno dei momenti più difficili della sua presidenza. Le sue parole, come accaduto in passato, hanno spaccato la tifoseria, nonostante l’intento del presidente, soprattutto per quanto riguarda l’incontro coi tifosi a Milano (ribattezzati «la carica dei 30») volesse essere quello di stemperare i toni.

CONTRO - In molti hanno apprezzato i concetti su Garcia (per tutti il tweet di Alessio: «Non era un Dio, non è un diavolo, è semplicemente un allenatore in confusione»), in pochi invece quelli sui media e, soprattutto, sui 30 tifosi incontrati a Milano che non gli avrebbero contestato nulla. «Ma Pallotta li ha sentiti i fischi o a Boston non c’è la tv?», si chiede un tifoso intervenendo in radio, mentre Fabrizio scrive: «Pallotta ha incontrato 30 tifosi a Milano? Venisse a incontrare gli altri 3 milioni a Roma». Paolo dice: «non mi è piaciuto, cosa c’entrano i media con due mesi di non calcio?», mentre sul sito della Gazzetta «Forzaromaforzalupi» scrive: «Caro James, mettiti a fare il presidente e pensa a strigliare i giocatori».E ancora: Michele critica il presidente perché «in questi mesi non si è mai fatto sentire, cosa gli costava prendere un aereo e venire a Roma a fare la voce grossa?», mentre per Marzia «basta dire che chi critica non è tifoso. Sono le scuse di chi non vuole ammettere le proprie responsabilità». Quali? «Ha lasciato troppo soli i dirigenti italiani e l’allenatore, a volte il presidente deve farsi vedere mettere paura, se serve».

A FAVORE - Tutti d’accordo? Concetti all’unanimità? No, assolutamente impossibile, specie nella Roma (intesa come città) di questo periodo. Sono tanti, infatti, quelli che plaudono a Pallotta, che «finalmente le ha cantate, una buona volta, ai giornalisti», che «ha ragione perché il vero tifoso sta dietro la squadra nel bene e nel male» e che, dice Clo, «è stato un grande, altro che Lotito». A proposito di Lotito, questo il pensiero di Gianni: «Anche se Pallotta stavolta non ha detto tutte cose giuste, basta vedere chi c’è dall’altra parte per essere orgogliosi di lui, anche quando sbaglia». Conferma Mattia: «Speriamo che non si faccia coinvolgere dal malcostume italiano e si confermi la persona che è stata fino a ora». Airmet, infine, si complimenta così: «Mi piace quando parla della propria squadra e quando parla degli avversari. Molti nella società Roma dovrebbero prendere esempio da lui». Immediata la replica di Gian: «A partire da Garcia, ovviamente, che non sa più che dire». E via all’ennesima contrapposizione.

Fonte: Gazzetta dello Sport/C.Zucchelli

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