Rassegna Stampa

Prima indifeso poi salvato dai pretoriani

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-09-2016 - Ore 07:05

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Prima indifeso poi salvato dai pretoriani

IL CORRIERE DELLA SERA - DE PONTI - Non è chiaro se sia stato Ventura a dire goodbye all’Italia di Conte, o se sia invece l’Italia di Conte ad aver detto goodbye al nuovo commissario tecnico. Se l’unica certezza in un difficile passaggio di consegne era la difesa, ecco, quella certezza non c’è più, sgretolata in due partite: 3 gol subiti dalla Francia, 1 (più tanta sofferenza) da Israele, ma più che le reti subite è il modo che ancor offende, con un Chiellini in persistente stato confusionale, con il rientrante Bonucci e Barzagli non particolarmente reattivi, con lo stesso Buffon meno sicuro del solito in alcuni interventi. Erano la cassaforte della Nazionale (parlano i numeri: nelle ultime 7 partite della gestione Conte l’Italia aveva preso appena 2 gol, uno dei quali ininfluente dall’Irlanda), avevano il compito di cementare il passaggio tra la vecchia e la nuova generazione di azzurri, hanno invece gettato nel panico una squadra che avrebbe bisogno di tranquillità per trovare risultati e gioco (e di tempo a disposizione ce n’è pochissimo). Israele era davvero poca cosa, è bastata un’azione lineare per sbloccare il risultato e dare fiducia a un gruppo che dovrebbe guardare al futuro ma che sente la pressione del passato (più virtuale che reale, visto che il passato prossimo, alla fine, è un’eliminazione europea ai quarti di finale); poi l’errore di Chiellini sul gol del 2-1 ha tolto certezze e punti di riferimento alla squadra. Per il gioco «libidinoso» che vorrebbe Ventura ci sarà tempo, ieri contava vincere, e non è un caso che — esattamente come Conte — il nuovo c.t. abbia svoltato affidandosi alle sue convinzioni (due punte anche in inferiorità numerica) e ai suoi pretoriani: Ogbonna in difesa, dopo l’espulsione di Chiellini, e Immobile in attacco, per mettere al sicuro un risultato che al sicuro non è mai stato. I due l’hanno accontentato. Il debutto mondiale con Israele era più pericoloso psicologicamente che tecnicamente, e vincere ad Haifa non è stato secondario. Scontato, sì, pure troppo, e proprio per questo pericoloso per un allenatore che sentiva il terreno sdrucciolevole sotto i piedi. La prossima è la Spagna, non basterà il carattere ma almeno la pressione se n’è andata. Fino a nuovo ordine.

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA-DE PONTI

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