Rassegna Stampa

Professione Borriello

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-01-2015 - Ore 15:23

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Professione Borriello

È ufficiale. Così come esiste un calcio prima di Bosman e uno dopo Bosman, a far data da domani, 1 gennaio 2015, scatta lo spartiacque del calcio pre e post Borriello: il calciatore virtuale destinato a cambiare per sempre, grazie alle sue gesta, il modo di valutare e catalogare le imprese degli eroi del pallone. Professione Borriello: il calciatore che di norma non gioca mai, e più non gioca e più è sulla cresta dell’onda. Se nel pre-Borriello era importante fare gol, nel post-Borriello è importante fare gossip; se nel pre-Borriello era importante conquistare Coppe e scudetti, nel post-Borriello è importante conquistare attrici e fotomodelle. Il calcio dopo Borriello. I PRIMI AD ADEGUARSI saranno i curatori delle figurine Panini; che nel grafico riassuntivo delle carriere dei calciatori non scriveranno più, come per Borriello: 2003-2004 Milan, 2004-2005 Reggina, 2005-2006 Sampdoria ecc. ecc., ma elencheranno: 2006-2007 Belen Rodriguez, 2007-2008 Camilla Morais, 2008-2009 Nicole Minetti, 2009-2010 Izabel Goulart, 2010-2011 Madalina Ghenea, 2011-2012 Nina Senicar, 2012-2013 Lucia Fabiani, 2013-2014 Alessia Ventura. A ruota, giornali e tv sportivi si adegueranno. Sfide ha pronto uno speciale-Borriello in cui a parlare di lui non saranno Ancelotti e Conte, ma Belen Rodriguez e Nina Senicar. Belen: “La prima volta che vidi Marco fu in Sardegna, al Billionaire. Lui era corteggiatissimo: lo guardai e rimasi sconvolta per la sua bellezza. Abbiamo fatto l’amore subito, capisci il colpo di fulmine?”. Nina: “La storia con Marco è stata terribilmente passionale, una specie di droga. La gente mi diceva di smettere, come si fa con i tossici. E io ogni giorno mi dicevo basta!, poi andavo in crisi e tornavo a cercarlo. Una follia fisica: tolto il sesso, non avevamo nulla da dirci”. Tutte pazze per Borriello insomma. Il bomber che in 13 anni di carriera ha cambiato 18 club (media 1.38 a stagione), sta per siglare il suo diciannovesimo trasferimento (Cagliari o Genoa?); ma la curiosità vera, dopo le meritate vacanze che Marco si è concesso al termine di un 2014 che lo ha visto in campo 2 volte nel West Ham e zero nella Roma, consiste nel sapere quale sarà la nuova conquista targata 2015: da Jennifer Lawrence a Ludovica Frasca, le scommesse sono aperte. Salutato dai tifosi della Roma al grido di “Borriello portaci a mignotte” (motivo: dopo l’1-1 in casa del Cska, che per la Roma significò la fine dei sogni Champions, lui se ne andò a fare bisboccia tra le spogliarelliste dell’Egoist Gold di Mosca), il 32enne bomber napoletano dispone di un curriculum vitae da fare invidia, se non a Messi, perlomeno a Rocco Siffredi. Il punto più alto: la positività al cortisone in cui cadde l’11 novembre 2006 al termine di un Milan- Roma. Non sapendo come motivarla, Borriello si affidò alla testimonianza dell’allora fidanzata Belen: che provò a scagionarlo raccontando di aver curato una fastidiosa infezione vaginale con una pomata al cortisone spalmata copiosamente sulla parte intima che il fidanzato amava visitare con una certa assiduità. Risultato: 3 mesi di squalifica. E solita figura da Bertoldo che una ne fa e cento ne pensa. COME LA SCELTA della maglia giallorossa numero 88, acronimo di Heil Hitler, che provocò le proteste della comunità ebraica come già per Buffon ai tempi del Parma (si seppe poi che era un omaggio all’ultima fiamma Madalina Ghenea, compagna dell’attore Gerard Butler, nata l’8-8-88); o l’attacco a Roberto Saviano che “con Gomorra ha lucrato su Napoli: la camorra c’è, ma c’è anche tanto di buono”. Borriello, nato nel malavitoso quartiere di San Giovanni a Teduccio, a 11 anni perse il padre ucciso dalla camorra. “A un certo punto è capitato uno spiacevole episodio – ricorda Marco, ma crescere in un ambiente così ti tempra e ti insegna a stare sveglio fin da piccolo”. Capito Saviano? Pensavi fosse camorra, invece era “un episodio spiacevole”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano - Paolo Ziliani

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