Rassegna Stampa

Qualcuno fermi Damato e Banti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-12-2013 - Ore 09:54

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Qualcuno fermi Damato e Banti

 

Adesso è davvero troppo. Per la quarta partita consecutiva dopo quelle contro il Torino, il Sassuolo e il Cagliari la Roma esce dal campo con l’amara consapevolezza di essere stata pesantemente danneggiata da alcune decisioni arbitrali e non ce la fa più a stare zitta, per quanti sforzi faccia.

E poi, come se non fossero bastate le sviste di Torino-Roma, anche a Bergamo a penalizzarla è stata la premiata ditta Damato-Banti, che ha deciso a suo sfavore tutti i tre episodi dubbi che si sono verificati nell’area dell’Atalanta. Per questo, ormai, a Trigoria si stanno cominciando tutti a domandare perché? Possibile che ogni volta che c’è un dubbio si fischi sempre contro i giallorossi? Possibile che la Roma non ha avuto nemmeno uno dei rigori che potevano starci assolutamente contro il Torino per il fallo di Darmian su Pjanic, contro il Sassuolo per il fallo di Marrone su Ljajic, contro il Cagliari per l’entrata di Dessena su Florenzi e, ieri, contro Atalanta?

Episodi, questi ultimi, riferibili alla trattenuta (con tanto di tirata di maglia, prima presa e poi subito furbescamente lasciata) di Cazzola a Gervinho al 41’ del primo tempo e al mani, clamoroso, di Canini sul tiro di Maicon al 30’ della ripresa.

Nel primo caso forse il rigore poteva essere anche generoso, nel secondo sicuramente no, perché l’avambraccio di Canini era staccato dal corpo e con questo formava una sorta di angolo retto. Un gesto con il quale il difensore stoppava il tiro del romanista, come si vede bene dal replay dietro la porta. Già, da dietro la porta.

E lo sapete chi era l’arbitro addizionale che stava da quella parte del campo? Banti, proprio quello che diresse Torino-Roma. Sembra davvero superfluo aggiungere altro, anche se giova ricordare che in Piemonte, con lui direttore di gara centrale, c’era Damato, il fischietto di ieri, a fare l’addizionale e che fu proprio quest’ultimo a non vedere il fallo di Darmian su Pjanic. Lui che già nel 2010, sull’1-0 per i giallorossi, non si era accorto del fallo di mano dell’allora sampdoriano Zauri in quel famoso Roma-Sampdoria 1-2 che costò lo scudetto alla squadra allora guidata da Ranieri a vantaggio dell’Inter.

Tornando a Bergamo, poi, va detto che nel proseguimento dell’azione del rigore non dato ai giallorossi è stato anche annullato un gol a Bradley, che al momento del cross del compagno pare in linea con l’ultimo difensore atalantino. Una decisione difficile, certo, ma anche in tal caso presa, nel dubbio, contro la Roma, mentre dopo l’1-1 Damato non ha esitato ad ammonire per simulazione Ljajic, che si lascia cadere nel contrasto in area con Carmona.

Quando c’è da dare contro la Roma nessuno sbaglia, quando si potrebbe agevolarla dandole quello che merita, invece, è meglio lasciar correre. Ma si può accettare una cosa del genere? No, soprattutto dopo aver visto quanto hanno avuto le rivali. Con la Juve che ha vinto contro il Torino grazie ad un gol di Pogba viziato dal precedente fuorigioco di Tevez non rilevato da Mazzoleni e a Verona contro il Chievo perché a quest’ultimo era stata annullata da De Marco una rete buona per un fuorigioco inesistente di Paloschi (nell’occasione il segnalinee Preti aveva confuso quest’ultimo, arrivato da dietro, con Thereau). E il Napoli che ha superato il Torino con due rigori inesistenti concessi dal solito, pessimo, De Marco ed è passato a Firenze anche perché all’ultimo minuto è stato negato un rigore solare ai viola per uno sgambetto a Cuadrado, nell’occasione addirittura ammonito per simulazione da Calvarese ed espulso per doppio cartellino giallo.

Mentre la Roma ha avuto solo due dubbi a favore: il rigore del 2-0 a Milano contro l’Inter per un fallo di Pereira su Gervinho commesso fuori area e il rigore del 2-0 contro il Napoli per la reciproca trattenuta tra Borriello e Cannavaro. Ma in entrambe i casi, sarà bene sottolinearlo, i giallorossi stavano già vincendo. Negli ultimi quattro pareggi consecutivi che hanno rallentato la loro corsa, invece, le decisioni degli arbitri sono state sempre determinanti. 

 

 

Fonte: Iltempo.it - F. Bovaio

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