Rassegna Stampa

Quando il belga stregò anche Alberto De Rossi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-01-2014 - Ore 08:22

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 Quando il belga stregò anche Alberto De Rossi

Le relazioni sugli avversari più promettenti, ai tecnici delle giovanili della Roma, sono sempre state richieste, solo che con la vecchia gestione rimanevano lettera morta: gli acquisti della Primavera arrivavano dai dilettanti, o a parametro zero. Da un paio d’anni può capitare di spendere mezzo milione di euro per un Di Mariano che viene a Trigoria a dare spettacolo con la maglia numero 10 del Lecce. Quando l’avversario segnato in rosso sulla distinta era Radja Nainggolan quest’abitudine non c’era, con tutto che in quel 2007 la cessione di Chivu aveva riempito le casse e finanziato vari colpi in entrata. Nainggolan no, con tutto che aveva 19 anni, due sole presenze in B, e che quelli del settore giovanile lo conoscevano bene.

QUELLA VOLTA CHE… Avevano preso informazioni pochi mesi prima, durante il Torneo di Viareggio, quando la Roma venne accoppiata nei quarti al Piacenza, che negli ottavi aveva eliminato la Juventus di De Ceglie e Giovinco: 3-2, vantaggio di Piccolo, doppiette di Nainggolan e Lanzafame: il belga fu l’anima di un Piacenza mai così competitivo. La Roma vinse con molta fatica, trascinata da una gran prova di Aleandro Rosi. Molti hanno smesso di quel gruppo, l’unico ancora sotto contratto con la Roma è Alberto De Rossi. Che a fine partita, quel giorno, si mise a tessere le lodi degli avversari, e in particolare di quello col nome impronunciabile e il numero 10, senza mai immaginare che un giorno lo avrebbe ritrovato a Trigoria, compagno di squadra e di reparto del figlio.

Fonte: Gazzetta dello Sport – Oddi

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