Rassegna Stampa

Quant’è bella Roma nostra

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-08-2013 - Ore 08:30

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Quant’è bella Roma nostra

 Il cambio di rotta è ormai ufficiale: i numeri e i protagonisti del successo di Livorno lo confermano. La Roma non è più quella dell’estate del 2011, affidata all’inesperienza di Luis Enrique.Basta un esempio per capire, due anni dopo,quanto sia diversa oggi la situazione. Prima partita ufficiale di quella stagione che non è poi lontanissima, il 18 agosto a Bratislava, nel preliminare di Europa League: Totti in panchina e tre giovani in campo, Caprari, Bojan e Okaka. Il capitano, definito pigro dall’ex dg Baldini prima ancora che lo stesso tornasse nella capitale, escluso dalla formazione titolare. Al Picchi, dopo cinque tentativi a vuoto, i giallorossi tornano a vincere al via del torneo. Decisivi i tre uomini cresciuti nel vivaio: De Rossi, Florenzi e appunto Totti. I primi due segnano, l’altro inventa.

 

 
TESTIMONIAL E FUORICLASSE –  Totti, 37 anni tra un mese, ha iniziato la sua ventiduesima stagione da professionista in scadenza di contratto. La promessa di Pallotta per il rinnovo prolungamento c’è da mesi. E anche recentemente il presidente ha detto che il capitano resterà a vita: da calciatore e a seguire da uomo immagine. L’avvocato Baldissoni da domani si occuperà della questione, esclusivamente economica. Il dg della Roma incontrerà Leonardi, il commercialista che rappresenta Francesco nella negoziazione, per proporre un contratto inferiore all’attuale e ridiscutere il quinquennale da dirigente che Totti ha già in tasca per quando smetterà. Una frase di Baldissoni, venerdì scorso a Sky, non è piaciuta al capitano. Il dg, pur dando per scontato il rinnovo, ha sottolineato che lo stipendio dovrà rientrare nei parametri aziendali. Nella Roma il compenso più alto lo riceve De Rossi, 6 milioni netti, mentre Maicon ne ha appena ottenuto uno da 3 milioni. Francesco ne prende ora 4 e mezzo e non contesta una possibile decurtazione. Senza però scivolare sotto al brasiliano che ha il terzo ingaggio della rosa. Totti ne fa una questione di rispetto e riconoscenza. E’ stato il migliore nella stagione scorsa e ha dato la disponibilità per mettere la faccia e il sorriso in ogni spot caro al club.

 

 
STIPENDIO EXTRALARGE –  Il monte ingaggi lievita invece di diminuire. De Rossi, con il suo maxi-compenso (tra l’altro firmato con l’attuale proprietà), pesa e Sabatini, nella famosa telefonata a cielo aperto con Fenucci, ha ammesso che avrebbe dovuto liberarsi del centrocampista. Fino a Ferragosto con una cessione anche in prestito, non avendo ricevuto offerte. Una volta presa la decisione di far partire Lamela, la situazione è rientrata. Tant’è vero che un club della Premier, avvicinatosi prima del weekend scorso per averlo in prestito, non è stato accontentato. Gira la voce che vorrebbero proporgli di spalmare il contratto: subito informalmente smentita. Dopo 15 mesi è tornato al gol in campionato e, per il fine carriera, sta studiando, per ora in nazionale, da difensore centrale: posizione che lo affascina.

 

 
PIÙ CHE JOLLY –  Florenzi due anni fa era stato ceduto al Crotone (comproprietà). Nell’estate scorsa il ripensamento: la Roma lo ha riacquistato. Punto fermo con Zeman, è stato poi scaricato da Andreazzoli (panchinaro nella finale di Coppa Italia). Subito dopo è stato il miglior azzurro nell’Europeo Under 21. Prandelli lo ha chiamato contro l’Argentina: entrato da centrocampista, ha chiuso da terzino. Con Garcia è titolare in attacco. A Livorno, a destra al posto di Lamela, è stato il romanista più pericoloso.

Fonte: Il Messaggero

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