Rassegna Stampa

Quattro magnifici campioni: i pilastri del gruppo di Prandelli

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-06-2014 - Ore 10:40

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Quattro magnifici campioni: i pilastri del gruppo di Prandelli

Buffon, il capitano, 140 maglie azzurre, ce lo invidiano ancora tutti: uno dei primi tre portieri del mondo, forse il migliore. E la speranza di chiudere la tremolante difesa è affidata all’acciaccato Barzagli, che resta il più affidabile della compagnia nonostante la tendinopatia: «Ma è un problema che ho superato», dice con orgoglio toscano. In mezzo al campo la grinta di De Rossi e il piede fatato di Pirlo aumentano a dismisura il tasso tecnico degli azzurri Cesare Prandelli ha ringiovanito l’Italia, ma punta sempre sui magniñci quattro, i campioni del mondo aoo6, eroi della notte magica di Berlino. Sono loro il nostro punto di riferimento. 391 presenze azzurre. Gli altri sette, tutti insieme, ne raccolgono meno di 200. Ecco perché nella classifica dell’esperienza siamo soltanto al 15 posto.

II viaggio della speranza comincia questa mattina alle 20.3o dall’aeroporto militare di Santa Cruz, quattro ore e mezzo di volo verso Manaus, nel profondo nord del Brasile. Una trasferta dura, un esordio pieno di incognite contro l’Inghilterra. Servono pazienza e sangue freddo. La freddezza dei campioni fa da contraltare all’entusiasmo dei giovani. Prandelli spera che sia la miscela giusta perché l’esordio è una specie di finale anticipata chi vince ha già un piede negli ottavi, chi perde deve cominciare a correre e non può più sbagliare, altrimenti tornerà a casa in fretta. Lo ripete anche Barzagli, che nel 2006 era l’ultimo di quattro centrali e oggi è il punto di riferimento di una difesa bucherellata: «II pari non andrebbe bene né a noi, né agli inglesi. Nessuno si accontenterà, priveremo entrambi a vincere. Da ora in avanti si fa sul serio. Siamo ben preparati e fiduciosi Il gruppo è compatto, determinato e vuole arrivare in fondo. Come nel 2009. Allora, forse, eravamo più esperti. Ma anche stavolta il gruppo è granitico e sarà la nostra forza». Barzagli sa come si vivono certi momenti in cui, come spiega Demetrio Albertini, capo delegazione ed er centrocampista del Milan e della nazionale, «la tensione sale alle stelle». II bianconero dovrà prendere per mano la difesa, che nell’ultimo anno è rimasta imbattuta soltanto due volte e che ha subìto di testa sette degli ultimi nove gol incassati. «In effetti ne abbiamo presi qualcuno di troppo. Ma è da qui che dobbiamo ripartire».

I campioni del mondo hanno certezze granitiche che fanno bene allo spogliatoio. Barzagli è convinto che la tremolante difesa sia ancora un punto di forza; Pirlo che la squadra non debba accontentarsi, né porsi limiti; De Rossi risponde mostrando il ghigno del guerriero a chi guarda agli azzurri con scetticismo, convinti che l’Italia affonderà. E Buffon è l’unico intoccabile, non soggetto alla legge del turnover. Loro sono il bastone a cui si appoggia Prandelli, quelli che guidano i giovani, dettano la linea, sostengono il peso del gruppo, affrontano la delicata questione dei premi, tengono a bada l’umorale Cassano e provano a scuotere Baloteli che non sembra in grande condizione fisica e psicologica a due giorni dal debutto. E sono stati sempre loro, i leoni di Berlino, a tranquillizzare i compagni nella lunga vigilia Mondiale. Piu che Innghilterra, sembra Manaus il vero spauracchio: temperatura superiore ai 3o gradi, umidità intorno all’8o%. Barzagli non trema: «Le condizioni saranno difficili, ma bisogna essere pronti a tutto. Ci siamo preparati bene». Per vincere. Lui e Pirlo vorrebbero chiudere l’avventura azzurra con il secondo titolo. Buffon, al quinto Mondiale, a differenza dei due compagni juventini, continuerà almeno sino agli Europei 2o16 e non lascerà spazio ai giovani. De Rossi, che nel 2006 ha saltato quattro partite per squalifica, stavolta l’avventura vorrebbe godersela sino in fondo, senza farsi tradire dai nervi. Per Daniele, Prandelli ha disegnato un nuovo ruolo, difensore aggiunto davanti ai due centrali, come nella Roma di Garcia. Pirlo, invece, dovrà coesistere con Verratti in questa Italia dal doppio regista e Barzagli (insieme a Chiellini) avrà il compito arduo di fermare Rooney, una delle potenziali stelle del Mondiale: «Chi dice che Wayne è in crisi? Lui ha sempre la stoccata pronta, ma non ci faremo cogliere impreparati». Siamo pronti Per davvero. 

Fonte: Corriere della Sera/A.Bocci

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