Rassegna Stampa

Quattro strade per lo scudetto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-11-2015 - Ore 07:25

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Quattro strade per lo scudetto

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Per Jack Kerouac la strada era la vita. Quattro allenatori on the road — Paulo Sousa, Roberto Mancini, Rudi Garcia e Maurizio Sarri — e quattro viaggi diversi con la stessa destinazione: lo scudetto. Si vince con il possesso palla, con la difesa, con il miglior centravanti o con la cooperativa del gol? L’ideale sarebbe avere tutto, ma la perfezione non è di questo mondo. Vincerà lo scudetto chi sarà in grado di nascondere i propri difetti. 
La Fiorentina (27 punti e +15 di differenza reti) è la squadra con la percentuale più alta di possesso palla (60,7%), ha il secondo miglior attacco (24 gol) e la terza miglior difesa (9). Paulo Sousa ha mantenuto la filosofia di Montella e alzato le prestazioni: il +11 rispetto allo scorso campionato è la miglior performance (l’Inter è a +10). Il difetto? Ha perso due scontri diretti su tre: in trasferta contro il Napoli e in casa contro la Roma, avendo invece battuto l’Inter nell’unica giornata nera di Handanovic. Il portiere è il grande protagonista del secondo posto nerazzurro (la Fiorentina è prima per scontro diretto e differenza reti). La squadra di Mancini ha la miglior difesa (7 gol subiti) e ha spremuto il massimo dai 12 gol segnati. È il tredicesimo attacco del campionato e non c’è dubbio che, per arrivare in fondo, l’Inter debba migliorare questo dato. Ma è legge anche che la miglior difesa, quasi sempre, porti allo scudetto. 
Mancini ha già utilizzato 23 giocatori diversi, solo Handanovic ha giocato 1.080’ e Kondogbia è l’unico ad avere 12 presenze. Nel basket si chiama «platoon»: tanti giocatori intercambiabili per tenere sempre alto il ritmo. L’Inter è sesta per possesso palla (53,3%): in attesa di costruire il proprio gioco se la cava benissimo «appoggiandosi» a quello altrui. La rosa è sterminata. Teniamo solo Handanovic, Miranda e Melo, tra quelli che hanno iniziato contro il Torino e con gli assenti si può fare questa squadra: Handanovic; Santon, Miranda, Ranocchia, Telles; Brozovic, Melo, Guarin; Ljajic, Jovetic, Perisic. 
La Roma è l’unica tra le quattro ad avere un saldo negativo rispetto all’anno scorso (-2; il Napoli è +3). Ha il miglior attacco (27), ha mandato in gol 12 giocatori diversi più Torosidis in Champions. Ha segnato almeno un gol in 22 delle ultime 23 gare in campionato: l’ha fermata solo Handanovic. In compenso ha preso gol in 10 giornate su 12, restando imbattuta solo contro Frosinone e Lazio (per la gioia delle battute dei suoi tifosi contro i «cugini di campagna»). Se Garcia trova l’equilibrio è la favorita. 
Il Napoli ha numeri molto simili a quelli della Fiorentina (22 gol segnati, 8 subiti). Paga un avvio peggiore: 2 punti nelle prime tre giornate. Poi Sarri ha imposto le sue idee e il 4-3-3. Del cambio di modulo, in realtà, si è vantato il presidente De Laurentiis e questo eccesso di protagonismo sembra l’unico potenziale pericolo. 
Higuain (9 gol in campionato, 44 in serie A, 200 calcolando River Plate, Real Madrid e Napoli) è il centravanti che invidiano tutti. La bravura di Sarri è averlo inserito di più negli schemi e nella partecipazione emotiva. Il Napoli è la squadra che ha percorso più chilometri (108,717; la Fiorentina è sesta con 103,486, l’Inter quattordicesima con 99,331 e la Roma diciottesima con 96,974). Liedholm faceva correre il pallone e Michels aveva inventato l’Arancia Meccanica. Chi aveva «più» ragione? 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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