Rassegna Stampa

Quei soldi Infront per salvare Genoa e Bari dalla Covisoc

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2015 - Ore 07:21

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Quei soldi Infront per salvare Genoa e Bari dalla Covisoc

REPUBBLICA - MENSURATI/FOSCHINI - Dove finisce la Lega Calcio e dove comincia Infront? È attorno a questa domanda che sta andando avanti l’inchiesta della procura di Milano che rischia di capovolgere la sesta azienda italiana, come dice il presidente Tavecchio. Seguendo i soldi, oltre ad accertare che Infront finanzia direttamente alcuni club salvandoli dai controlli Covisoc, i magistrati milanesi hanno ora acceso un faro sulla grande asta dei diritti televisivi.

La prima parte dell’inchiesta riguarda i rapporti tra Infront, i cui vertici (Marco Bogarelli, Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti) sono stati iscritti nel registro degli indagati, e alcune società di calcio. Un’inchiesta della procura di Bari, finita poi con l’archiviazione per mancanza di alcun rilievo penale, aveva già accertato che Gianluca Paparesta aveva comprato il Bari all’asta grazie ai soldi, anticipati sui diritti televisivi futuri, ricevuti da Infront e da Mp Silva. Un passaggio, in chiaro, che ha portato la magistratura a chiedere l’archiviazione. Ora, come racconta il Sole 24 ore, viene fuori che nei mesi scorsi sui conti del Bari sono arrivati altri 460mila euro , serviti a pagare gli stipendi dei giocatori ed evitare i controlli della Covisoc. «Niente di irregolare – spiega però Paparesta – il pagamento era il costo di sponsorizzazione della seconda maglia ed era assolutamente proporzionato ai prezzi di mercato e alle altre sponsorizzazioni. E il pagamento è venuto nell’assoluta trasparenza, con un bonifico bancario da parte di Infront Italy srl sul conto corrente bancario del Bari e regolarmente contabilizzato. E comunque si tratta di rilievi mossi alla Infront e di carattere civile».

Un finanziamento del genere, ma assai più importante, lo avrebbe erogato anche Riccardo Silva della Mp Silva, società che vende i diritti all’estero: l’accusa, respinta duramente, è che avrebbe prestato 15 milioni a Enrico Preziosi per permettere l’iscrizione del Genoa. Che altrimenti non avrebbe superato i controlli. Da qui l’accusa di ostacolo della vigilanza della Covisoc da parte della procura di Milano, che sta lavorando anche su un secondo filone di indagine: Infront avrebbe - sostiene l’accusa condotta dai sostituti procuratori Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi – favorito Rti, alterando il bando per favorire la l’aggiudicazione dei diritti per i prossimi tre anni. Nell’indagine sarebbero coinvolti anche alti dirigenti di Rti. Sulla stessa ipotesi sta lavorando l’Antitrust: per via del grande accordo Mediaset-Sky, con la regia di Infront, la Lega avrebbe rinunciato a circa 150 milioni che avrebbe potuto incassare scegliendo la migliore offerta possibile.

 

Fonte: REPUBBLICA - MENSURATI/FOSCHINI

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