Rassegna Stampa

Quei tifosi sul set e nella vita «Fateci sognare contro il Real»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-01-2016 - Ore 07:46

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Quei tifosi sul set e nella vita «Fateci sognare contro il Real»

GAZZETTA DELLO SPORT – DI GIOVANNI - Un film che ricorda Real Madrid-Roma del 2008. È questa l’idea del filmmaker Roberto Capucci che, a 8 anni dall’ottavo di finale di Champions League vinto dalla Roma ai danni degli spagnoli, ha inserito nel cast di «Ovunque tu sarai» volti noti come Ricky Memphis, Primo Reggiani, Francesco Montanari e Francesco Apolloni. Le riprese del film sono iniziate il 18 gennaio e l’opera sarà distribuita nelle sale cinematografiche ad ottobre. «È una storia che esalta l’amicizia, ma nasce dalla passione per il calcio», dice Memphis che da grande tifoso romanista non vuole commentare il momento attuale dei giallorossi che domani affronteranno il Frosinone in campionato e il 17 febbraio giocheranno proprio contro il Real la gara d’andata degli ottavi di finale di Champions League.

STORIA Il 5 marzo 2008 la Roma di Spalletti conquistò l’accesso ai quarti di finale di Champions grazie alle reti di Taddei e Vucinic (inutile il gol di Raul per i padroni di casa). Oggi, la nuova Roma di Spalletti stenta ad ingranare ed è lontana dalla squadra che incantava in Europa. «Ma il suo ritorno in panchina può essere un segno del destino», dice Francesco Apolloni, tifoso giallorosso nel film e nella vita. «La vittoria sul Real fu uno dei momenti più belli della storia recente della Roma», dice Primo Reggiani, che è un po’ scettico sulle speranze di questa squadra contro la corazzata di Zidane. «L’obiettivo era passare il girone. Questa sarà una sfida tosta». Secondo Reggiani non è da sottovalutare nemmeno la gara col Frosinone. «Le partite con le “piccole” sono le più difficili. La Roma deve affrontare il match con la massima concentrazione. Come se si giocasse contro il Bayern. Anzi no, perché sennò ce ne fanno 7 (ride, ndr )».

FEDE La Roma come squadra del cuore, ma anche come pretesto per cementare amicizie. «Questo è uno dei significati del film – continua Reggiani -. Interpretare il tifoso giallorosso mi ha fatto un effetto strano. Ma nella vita reale ho degli amici con cui vado sempre allo stadio. Il calcio unisce». Meno appassionato Francesco Montanari, che nel film è uno sfegatato tifoso giallorosso. «Riconosco nei romanisti un’enorme passione». Dei 22 in campo in quella gara sono rimasti solo De Rossi e Totti ma, 8 anni dopo, questo ricordo dolce può alimentare una speranza.

 

Fonte: Gazzetta dello Sport - G.Di Giovanni

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