Rassegna Stampa

Quel terzo gol della Roma a San Siro…

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-10-2013 - Ore 22:05

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Quel terzo gol della Roma a San Siro…

E’ tutto lì, in quel gesto, in quella magia, in quella poesia. Al di là della vittoria bella ed eclatante, al di là di tutto, la quintessenza di Inter-Roma è sul serio tutta lì, non nel gol di Florenzi, ma da come è arrivato il gol di Florenzi. Avete presente quella scena del film “Fuga per la Vittoria” quando alla sforbiciata di Pelè anche il generale tedesco si alza in piedi ad applaudire, mentre l’abilità del regista John Houston ci fa vedere da tutte le angolazioni possibili quel gesto atletico? Ecco, ieri sera ho avuto la stessa identica sensazione:

Totti al limite dell’area della Roma, pressato, tocca di petto, palleggia e al volo, di destro, quasi rimanendo sospeso a pochi centimetri da terra, libera Strootman che si invola e lancia Florenzi per il gol… una scena da rivedere non una, ma centinaia di volte, da far vedere nelle scuole calcio, ai corsi di allenatore a chiunque abbia ancora voglia e tempo di emozionarsi seguendo il gioco più bello del mondo.

Commuoversi? Certo che si può, io l’ho fatto, lo sto facendo tuttora rivedendo quelle immagini di un ragazzino di 37 anni che sta incantando tutti per la sua forma fisica e soprattutto mentale, perchè senza quella, giocate simili te le puoi anche dimenticare.

Totti al limite dell’area della Roma, pressato, tocca di petto, palleggia e al volo, di destro, quasi rimanendo sospeso a pochi centimetri da terra, libera Strootman che si invola e lancia Florenzi per il gol… ormai lo ripeterò come se fosse sul serio un verso di una poesia perchè tale è stata. Non mi piace nemmeno chiamarlo “gioco di prestigio” perchè è di più, è un qualcosa che va oltre, va oltre i tre punti guadagnati, oltre il record di vittorie di fila, oltre il rigore che forse non c’era, oltre anche il primo gol del Capitano.

Totti al limite dell’area della Roma, pressato, tocca di petto, palleggia e al volo, di destro, quasi rimanendo sospeso a pochi centimetri da terra, libera Strootman che si invola e lancia Florenzi per il gol… questo significa essere una squadra, farsi trovare al posto giusto nel momento giusto, questo significa per i compagni di squadra, in questo caso Strootman, seguire le mosse del proprio Capitano fotogramma dopo fotogramma, capirne le intenzioni, giocare con gli sguardi e trovarsi… questo non è semplicemente saper giocare a calcio, questo è saper giocare divinamente a calcio.

Totti al limite dell’area della Roma, pressato, tocca di petto, palleggia e al volo, di destro, quasi rimanendo sospeso a pochi centimetri da terra, libera Strootman che si invola e lancia Florenzi per il gol… sì, all’infinito, questa frase e questa giocata devono entrare nell’immaginario collettivo giallorosso come un segnale. Un segnale che autorizza quantomeno ad addormentarsi per poter iniziare a sognare. Certo, restando assolutamente con i piedi per terra, ma sognare cosa costa? Possono costere gli sfottò degli altri?… Beh, se siamo bravi a fare il tifo e non la solita inutile “caciara” mediatica, sappiamo anche ignorarli per un semplice motivo: Totti ce lo abbiamo solo noi e chissene frega se non raggiungerà quel Piola che per quegli altri è solo una banale scusa a cui attaccarsi e sapete perchè? Perchè io, e voli che leggete, abbiamo avuto la fortuna, il privilegio e l’onore di vedere tutte (o quasi tutte) dal vivo le 230 reti di Francesco, loro vivono di vaghi frammenti fotografici in bianco e nero… tutto qui. Piola è un grandissimo cannoniere, il più grande di tutti, nessuno lo discute, e credo, anzi sono sicuro, che se lo stesso Piola fosse vivo adesso vorrebbe stringere la mano a Totti per quello che sta facendo e non farne una questione di campanile come stanno facendo “gli altri”.

Totti al limite dell’area della Roma, pressato, tocca di petto, palleggia e al volo, di destro, quasi rimanendo sospeso a pochi centimetri da terra, libera Strootman che si invola e lancia Florenzi per il gol… ieri sera il manuale del calcio si è arricchito non di una nuova pagina, ma di un intero capitolo e noi siamo qui, a goderci lo spettacolo… e che lo spettacolo continui…

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Fonte: Check-Point ROMA - Luca Colantoni

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