Rassegna Stampa

Parla Pino Iodice: “Questo è soltanto l’inizio tante minacce sui contributi”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-06-2015 - Ore 08:08

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Parla Pino Iodice: “Questo è soltanto l’inizio tante minacce sui contributi”

LA REPUBBLICA – INTORCIA - L’intervista/Pino Iodice,il grande accusatore di Lotito e del sistema lega pro

«Sono quattro mesi che vivo da appestato. Gli sviluppi dell’inchiesta dimostrano che non ero pazzo e che ho agito per il bene del calcio». Pino Iodice è il grande accusatore di Claudio Lotito. Ha appena rassegnato le dimissioni da direttore generale dell’Ischia (il suo contratto scadeva a fine giugno), ha patteggiato 4 mesi di squalifica per dichiarazioni lesive della Procura federale, andrà al Tribunale federale il 2 luglio per le offese a Mario Macalli, presidente di Lega Pro.

Iodice, cosa pensa dell’inchiesta giudiziaria?

«È solo l’inizio, secondo me, di uno scandalo più grande, non mi sorprenderei se emergessero altre responsabilità. Quando ho deciso di rendere pubblica la telefonata mi hanno accusato di cercare pubblicità, io invece ho agito perché amo il calcio e non voglio che sia inquinato dalla logica del compromesso, della prepotenza, degli amici di merende. Se fossi sottostato a certi giochi avrei avuto sbocchi professionali migliori. In questi mesi molte persone dell’ambiente mi hanno trattato da appestato: tutti a giudicare la forma e non i contenuti. Io lo so bene che registrare la telefonata non è stato un modo urbano di agire. Ma all’epoca dissi di badare alla sostanza, e lo ripeto. Altri mi hanno detto che non dovevo mettermi contro i poteri forti».

Come funziona il sistema dei contributi in Lega Pro?

«La Lega di A incassa un miliardo di euro dalla vendita dei diritti televisivi, una percentuale di questa somma viene riversata sulla B, sulla Lega Pro e sui Dilettanti. Ma in A ogni squadra a inizio stagione conosce, con un’approssimazione minima, la cifra su cui potrà contare nel corso del campionato. In Lega Pro no. All’inizio dell’anno, è praticamente impossibile stilare una previsione sui soldi che ogni società avrà: ci si basa, per lo più, sui prospetti precedenti. Un club come l’Ischia, per fare un esempio, ha un bilancio di 1,5 milioni di euro, coperti per il 60% dalle contribuzioni di Lega, a loro volta legate all’impiego dei giovani, ai diritti tv, ai progetti d’investimento. Il resto arriva da sponsorizzazioni e incassi. Ma raramente vi è certezza sui tempi e l’entità delle erogazioni, per questo molti club vanno in difficoltà, sono deboli, hanno bisogno di quei soldi».

Cosa c’entra questo con Lotito e Macalli?

« A dicembre l’assemblea di Lega Pro ha bocciato il bilancio. In vista della nuova assemblea di febbraio, Lotito ha parlato con tante società, non solo con me e con l’Ischia, ha fatto pressioni perché aderissero a un documento a sostegno di Macalli e della governance che era stata decisiva nell’elezione di Tavecchio. E ha fatto capire che in caso contrario avremmo avuto problemi a ricevere i contributi dovuti. Minacce che poi non hanno avuto seguito perché proprio nei giorni successivi la Lega Pro ha fatto affluire i soldi che ci spettavano ».

Lei è inibito, querelato, deferito. E Lotito ha già detto che i suoi accusatori diventeranno presto accusati.

«Le sue sono chiacchiere, i fatti dicono cose diverse. Le squalifiche? Le ho prese solo per gli attacchi che ho fatto al sistema, a Macalli, alle istituzioni federali. Non ho mai commesso illeciti, non sono stato convolto nel calcioscommesse. Vogliono mettermi il bavaglio, non ci riusciranno».

Fonte: LA REPUBBLICA – INTORCIA

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