Rassegna Stampa

Ranieri unisce l’Italia ma resiste alla tentazione Nazionale

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-05-2016 - Ore 07:10

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Ranieri unisce l’Italia ma resiste alla tentazione Nazionale

CORRIERE DELLA SERA - BOCCI - «E pensare che non volevo diventare allenatore», dice Claudio Ranieri dentro il salone d’onore del Coni che ammutolisce soltanto quando il microfono ce l’ha lui, l’eroe di Leicester, il nuovo re di Roma. A omaggiare questo signore di 64 anni, che ha compiuto l’impresa del secolo, ci sono le più alte cariche dello sport e non solo. «Gli auguro di vincere il campionato del mondo con l’Italia» lo corteggia garbatamente Tavecchio, presidente della Federazione. E Malagò, il padrone dello sport, sospira: «Chi non lo vedrebbe bene sulla panchina dell’Italia uno come Ranieri?». Sarebbe perfetto: elegante, preparato, serio. Vincente. Ma spiacenti, Claudio resta a Leicester e come ammette lo stesso Tavecchio «non è facile strapparlo dalla sua seconda casa». Ora come ora, impossibile.

Ranieri ringrazia di tanta attenzione e allunga l’emozione che lo accompagna da quando lo scudetto della Premier è diventato realtà. Si coccola l’urlo dei ragazzini, presenti al Premio Bearzot, tutti con maglia e sciarpa blu del Leicester e incassa complimenti a raffica. Montezemolo scherza: «Mi accontento che sia tifoso e cliente Ferrari»; Carraro azzecca il paragone: «Assomiglia a Bearzot». Ranieri torna da trionfatore, ma mantiene sobrietà e stile. Roma è ai suoi piedi. Malagò gli conferisce la Palma d’Oro al merito sportivo, riconoscimento che in cento anni di storia è andato soltanto a Marcello Lippi dopo il Mondiale tedesco e lo lancia come testimonial di Roma 2024.

Il mondo cambia in fretta, quello dello sport anche di più. Ora Ranieri è al centro della scena, ha unito l’Italia sotto la bandiera del Leicester ma, ed è la sua forza, è sempre lo stesso: «Quello che la Grecia ha mandato via». E che qualcuno, frettolosamente, ha considerato bollito. «Questa è la soddisfazione più grande della mia carriera, però non dimentico che vengo dai dilettanti e che Cagliari è stato il mio primo scudetto (dalla serie C sino alla salvezza in A)». La Nazionale è solo un pensiero per Conte: «Farà bene all’Europeo, poi lo aspetto in Inghilterra».

Ma a lui quella panchina non interessa. Tavecchio l’allenatore deve ancora trovarlo: Montella, più di De Biasi, Mazzarri, Ventura e Gasperini. Sempre che non si liberi un campione della panchina. Sì, Ranieri sarebbe perfetto.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - BOCCI

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