Rassegna Stampa

Ranking: dal turn-over alla mentalità, un provincialismo nazionale che manca di ambizione

condividi su facebook condividi su twitter Di: Davide Aprilini 27-02-2016 - Ore 13:00

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Ranking: dal turn-over alla mentalità, un provincialismo nazionale che manca di ambizione

Ci risiamo. C'è stata la buona opportunità di dare altre botte, sportivamente parlando, sul fianco inglese e tedesco. Ma l'occasione è stata chiaramente e nuovamente sciupata. Poca attenzione? Priorità di club? Mancanza di ambizione? Tutto è possibile. Ma quella che si è appena chiusa è una settimana dura per il ranking e per il calcio italiano. A rappresentare l'Italia in Europa è rimasto solo l'undici guidato da Stefano Pioli, in attesa delle ardue e proibitive imprese di Juventus e Roma che difficilmente si realizzeranno ma comunque, anche in questi ultimi due casi da Champions, con l'obbligo di provarci.

EUROPA LEAGUE - Il Napoli esce col Villareal, a testa bassissima. Forse la squadra su cui erano riposte le maggiori speranze per un accesso alla finale di Europa League. Un semi-turnover che non ha convinto che evidentemente sottolinea come le priorità del Napoli siano riposte nella vittoria finale del tricolore, l'Europa può aspettare. Discorso diverso invece per la Fiorentina. I viola hanno pescato forse l'avversario peggiore dell'anno. Quel Tottenham, che come raramente nella storia è capitato, lotta per la vittoria della Premier League, inseguendo solo il Leicester di Ranieri. Paulo Sousa ha schierato la formazione migliore in entrambi i casi ma a poco è servito. Il calcio italiano, qui, è rimandato a casa sul campo. Lazio, e allora una parentesi la meritano anche loro. L'avversario, tra tutte le italiane, era decisamente quello più abordabile. Del Galatasaray di una volta è rimasto solo il nome e un Wesley Sneijder che in campo non fa propriamente la differenza. La trasferta turca però rimane sempre ostica, come facilmente pronosticabile la Lazio ha spazzato via i turchi nella sfida di ritorno, quella casalinga e dunque in Europa League sarà l'unica a portare avanti i punti per il ranking FIFA.

CHAMPIONS LEAGUE – Ma la stessa Lazio che è andata avanti in Europa League è uscita sconfitta dai preliminari della massima competizione europa, a fare festa, ad Agosto, furono i tedeschi del Bayer Leverkusen, poi mandati a casa nella fase a gironi da Roma e Barcellona. Allora le italiane rimaste in Champions League sono Roma e Juventus. Il sorteggio non è stato proprio dei più felici. La Roma pesca il Real Madrid e la Juventus il Bayern. Le sfide di andata sappiamo tutti come sono andate. Benissimo sul campo la Roma che, però, sfortunata negli episodi esce sconfitta con quello 0-2 che spegne quasi del tutto le speranze di un passaggio del turno, ma con l'obbligo di andare a giocarsela al Bernabeu. Un gol fatto riaprirebbe la sfida immediatamente (in barba ai disfattisti che avrebbero volentieri fatto a meno di giocarla, pronosticando altre catastrofi e imbarcate). I bianconeri invece, schiacciati sul campo, hanno avuto una lodevole reazioni per portarsi sul 2-2, risultato che tiene ancora in gioco la squadra di Allegri e che genera nuovo entusiasmo per la trasferta all'Allianz Arena.

ARBITRI"Gli errori arbitrali sono la scusa di chi non sa perdere", potremmo essere tutti d'accordo. Ma in questo turno europeo post gironi, la direzione di gara ha penalizzato a più riprese tutte le italiane. Dall'Inferno Amarillo, passando per l'Olimpico, lo Stadium e arrivando sino al Turk Telekom Arena, la direzione di gara è stata quantomeno discutibile con episodi clamorosi, tra cui quello a noi più caro del rigore solare su Alessandro Florenzi.

MENTALITA' – Senza scaricare. però, responsabilità su eventi extracalcistici e cause non riconducibili al giardino di casa nostra, un punto di merito va dedicato alla mentalità. Se abbiamo speso parole di elogio per la Viola, c'è da sottolineare un'altra cosa. E' un caso che l'unica squadra a passare il turno è quella Lazio fuori da ogni rush in campionato e senza nulla da perdere? Ecco qui che si ripropone la stessa storia. Meglio la qualificazione in Champions League, lo scudetto o un posto sicuro e tranquillo in Europa League che puntare a risultati importanti in Europa, aumentare il ranking e mandare quattro squadre in Champions, così come il nostro calcio ha meritato per tanto tempo. Si, ma al passato. Oggi il discorso è diverso e serve una sprovincializzazione per tornare a sorridere.  

Fonte: DAVIDE APRILINI - INSIDEROMA.COM

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