Rassegna Stampa

Rebus Figc, slitta la nomina di Lippi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-06-2016 - Ore 07:21

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Rebus Figc, slitta la nomina di Lippi

LA REPUBBLICA - MENSURATI - PINCI - Le operazioni per portare Ventura sulla panchina della nazionale le ha condotte lui, ma oggi a presentarlo non ci sarà. La nomina a direttore tecnico della Nazionale, per Marcello Lippi, slitta. E anche se da via Allegri giurano che lo slittamento fosse prevedibile, la colpa è dell’incompatibilità tra quell’incarico e il lavoro del figlio Davide, agente di Chiellini e di tanti altri. Repubblica lo ha raccontato ieri: il regolamento procuratori del 2015 non permette a familiari o parenti di un un dirigente federale di svolgere la professione di agente, problema non proprio trascurabile per Lippi junior. Svista ancora più grave considerando che calciopoli fu possibile soltanto per “distrazioni” praticamente identiche a questa, all’interno della Figc. Ora anche la Federcalcio s’è posta il problema, e da ieri c’è fermento per cercare di capire quali possano essere i margini d’interpretazione di quell’articolo 3 comma 2 del regolamento. Per affidare comunque a Lippi la direzione tecnica senza far perdere il lavoro al figlio. La soluzione migliore per ora è prendere tempo: niente annuncio, non subito. In federazione è in corso una ristrutturazione dell’area tecnica, a prescindere dal ct: Tavecchio vuole dotarla di un capo scouting, per catalogare lo storico dei calciatori azzurri di tutte le nazionali, e di un’altra figura che raccolga i dati medici degli atleti. Dover scegliere i due profili consente di guadagnare giorni, forse settimane, rimandando la nomina del dt a fine stagione, oltre il 30 giugno. Marcello Lippi è amareggiato per la vicenda: «Mio figlio non ha mai avuto nessun vantaggio dal rapporto con me». Aveva altre offerte, è stata la Federcalcio a cercare lui, non il contrario. Se però non ci saranno retromarce sulla posizione del futuro dt, il problema diventerà del figlio Davide. Per questo Lippi senior potrebbe decidere per una mossa fino a ieri inattesa: fare un passo indietro e rinunciare all’incarico in Federcalcio, sgombrando la strada dalle ombre del conflitto d’interessi. Nel 2006 se ne occupò anche l’Antitrust, con l’obiettivo di togliere i vantaggi applicativi ai figli di papà del calcio. E non è escluso che possa tornare a farlo in futuro: nel caso in cui la nomina di Lippi andasse in porto, l’authority potrebbe decidere - su segnalazione o motu proprio - di valutare se sia rispettato il regolamento federale.

Fonte: La Repubblica - Mensurati - Pinci

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