Rassegna Stampa

Restituiteci la fiducia perduta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-08-2015 - Ore 09:51

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Restituiteci la fiducia perduta

LA REPUBBLICA-CROSETTI- Chiunque ami il pallone, e comunque la pensi, oggi festeggia perché finisce l’attesa. Perché oggi è Capodanno e si ricomincia: per passione, abitudine, paranoia o consolazione. Si ricomincia a giocare, da bambini quali siamo e non vogliamo smettere di essere. La prima in campo, la Roma, è anche la prima risposta che cerchiamo dal campionato: con un “verissimo nueve”, Dzeko, e con Salah a farsi venire idee, è davvero più vicina alla Juve?Dal verdetto, che ovviamente avrà bisogno di settimane, forse di mesi per essere depositato, dipende molto della stagione che va a iniziare. A occhio pare di sì, se non fosse che l’occhio inganna spesso.L’altra metà della risposta è proprio la Juventus. Più debole? Troppo giovane? Potrebbe essere lei a lasciarsi avvicinare, camminando come il gambero, cioè arretrando? L’illusione ottica, quando si tratta dei bianconeri è quasi sempre illusione e basta: per gli avversari. Anche se, come dice Buffon, non si può vincere in eterno. Senza Tevez, Pirlo e Vidal, il codice genetico sembra modificato. Si capirà nelle tempeste se la Juve ha ancora il sangue giusto o se può soffrire il contrappasso. Lo scudetto sembra sempre il suo pane, un’altra Champions come l’ultima appare invece una chimera, un sogno ai limiti dell’impossibile. Ogni giudizio, comunque, andrà aggiornato alla fine del mercato, anche se in tanti hanno speso per rifarsi un’identità, per cercare altrove quello che non hanno saputo costruire. Non sarà un campionato normale, prima di un Europeo o di un Mondiale non lo è mai. Dovrà dare a Conte ossigeno e biada, cioè novità, altrimenti in Francia soffriremo. Dovrà dare a Milano un po’ di spessore perduto, e a Napoli lo slancio dimenticato: la scommessa di Sarri intriga come poche altre, se lo lasceranno lavorare in pace. Dovrà dare coraggio alla provincia (una realtà più varia e articolata, il terreno delle sperimentazioni e delle scoperte) e fiducia agli arbitri, con il famoso occhio elettronico che potremmo anche chiamare Polifemo: vedrà meglio, placherà gli isterici, convincerà i dietrologi?

Ma il campionato, soprattutto, dovrà restituire la fede ai tifosi dopo il marcio di mille scandali, nonostante una classe dirigente inadeguata e una giustizia sportiva da burla. Siamo bambini e ci piace giocare, d’accordo. Ma se il gioco è truccato, potrebbe anche passarci la voglia.

Fonte: LA REPUBBLICA-CROSETTI

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