Rassegna Stampa

Ricatto a Negro, a giudizio Dell’Anno

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-01-2016 - Ore 09:27

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Ricatto a Negro, a giudizio Dell’Anno

IL MESSAGGERO - PIERUCCI - Da campione negli stadi a imputato in un'aula di giustizia. L'ex calciatore di serie A Francesco Dell'Anno ieri è stato rinviato a giudizio a Roma per tentata estorsione, e per di più ai danni di un collega: l'ex difensore della Lazio Paolo Negro. Sarà ora un processo ad accertare se nascondeva anche un suo coinvolgimento il tentativo di taglieggiamento di trentamila euro subìto nel 2011 da Negro, spinto a pagare per non essere diffamato con la stampa sulla vendita di partite, raggiri a cui non aveva mai partecipato. Ciccio Dell'Anno, assistito dagli avvocati Franco Coppi e Pietro Pomanti, però, non ci sta nel ruolo di taglieggiatore e respinge l'accusa. «Finalmente potrò dimostrare la mia assoluta estraneità rispetto a questa triste vicenda», ha dichiarato. «Dalle intercettazioni risulterà chiaro nel processo come anche io sia stato una vittima, destinatario di telefonate minatorie». 
A giudizio con il calciatore, su richiesta del pm Francesco Minisci, anche una presunta fiancheggiatrice, Daniela Sdoga. Dietro al grande ricatto a Negro, spinto a consegnare i soldi per non far spifferare alla stampa che avrebbe venduto per mezzo milione la partita Siena e Lazio del campionato 2006 e 2007, notizia tra l'altro infondata, si sarebbero mosse una decina di persone. Mentre da maggio si troveranno a processo appunto l'ex centrocampista di Lazio e Inter Francesco Dell'Anno e un’amica. Altre persone sarebbero tuttora nell’ombra.
I FATTINel 2013 due uomini della banda di ricattatori, Emanuele Fois e Filippo Fazioli, erano stati condannati, in abbreviato, rispettivamente a 3 anni e 4 mesi e 2 anni e 8 mesi di reclusione. Mentre avevano scelto il rito ordinario altri tre componenti dell’organizzazione, che tentarono di taglieggiare il calciatore: Marco Fardellotti, Valentino Aliberti e Andrea Caprinozzi, ancora sotto processo. I fatti risalgono al 2011. Paolo Negro, all'epoca allenatore, venne contatto da alcuni mediatori che gli fecero capire che tra loro c'erano persone pericolose. Come Fois e Fazioli spacciati per personaggi vicini alla mala calabrese. «I mandanti sono persone brutte, brutte, brutte, soprattutto quelli di Roma nord e di Val Melaina», aggiunsero poi a Negro per convincerlo a pagare e a rimanere zitto. In caso contrario avrebbero dato in pasto alla stampa la falsa notizia della partita aggiustata. Ipotesi scartata poi dalla magistratura ordinaria e dalla procura federale sportiva. Quando i ricatti diventarono più pesanti il calciatore decise di rivolgersi ai carabinieri. 
LA DIFESA«Sono sereno - ha detto Dell'Anno - D'altra parte lo stesso pm dopo due anni di indagini aveva richiesto la archiviazione nei miei confronti e mi trovo nel processo solo a seguito della opposizione di Paolo Negro costituitosi parte civile. Con Negro - ha aggiunto - eravamo molto amici. Siamo stati anche soci nel circolo dell'Olgiata Fitness. Mia moglie ha una società di costruzioni che opera in tutto il mondo. Ho giocato per venti anni nelle migliori società di calcio, figuriamoci se andavo a estorcere dei soldi (si parla di 5 mila euro) a un amico e socio».

Fonte: IL MESSAGGERO - PIERUCCI

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