Rassegna Stampa

RICCI: «Juve, vogliamo la rivincita»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-01-2014 - Ore 08:50

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RICCI: «Juve, vogliamo la rivincita»

Quando lo hanno visto avvicinarsi al quarto uomo con passo tranquillo, qualcuno ha dubitato di Rudi Garcia. Bergamo, Atalanta in vantaggio, Roma che assedia ma non riesce a passare: non esattamente le condizioni ideali per far esordire in Serie A un diciannovenne che fino all’anno scorso non sermpre trovava spazio da titolare in Primavera. Adesso che ci ripensa, a Federico Ricci viene da sorridere. Il gemello mancino rimasto a Trigoria - sembrava - per fare il fuoriquota con Alberto De Rossi, aveva a disposizione pochi minuti ma non poteva mica dare ragione a chi temeva un’improvvisa follia del tecnico. «Sono entrato e abbiamo pareggiato», sintetizza lui. E queste sono cose che gli allenatori non dimenticano.

Te lo aspettavi, l’esordio in Serie A?
Il mister ci parla sempre prima delle partite, a me come agli altri, però in quei giorni erano diventati sempre più importanti i dettagli che ci dava e ammetto che un po’ me lo sarei aspettato. Certo non sull’1-0 per l’Atalanta, però il mister a noi giovani ci tratta bene, crede in noi e noi facciamo di tutto per ripagare la sua fiducia.

Che indicazioni ti ha dato?
A Bergamo prima di entrare mi disse di aiutare la squadra a pareggiare, andare in mezzo, puntare la porta e tirare. Nel corso dell’anno invece mi ha dato più che altro dei consigli sul ruolo. Io tendo a stare largo e ricevere palla, mentre lui vuole che gli esterni entrino in mezzo al campo. L’esterno che vuole Garcia è abbastanza diverso da quello che facevo in Primavera. E poi mi dice sempre di giocare semplice e fare le cose che so fare.

Si può dire che hai fatto proprio quello che ti aveva chiesto?
Sono stato contento. In quella partita non meritavamo la sconfitta, perciò sono contento di aver aiutato la squadra a pareggiare. Sì, ho fatto cose semplici cercando di giocare per la squadra.

Ora che atmosfera c’è nello spogliatoio?
Dopo la vittoria con il Genoa il morale è risalito, anche perché venivamo dalla Juve che era stata una partita no. Ora ci aspetta il Livorno e poi martedì avremo una piccola rivincita con la Juve, però prima pensiamo al Livorno e cerchiamo di vincere a tutti i costi, perché il campionato è importante e cercheremo di vincerlo.

Dopo Torino vi siete sentiti ridimensionati o scoraggiati?
Ci aspettavamo una Juve fortissima, siamo andati là per cercare ci contrastarla e in effetti loro erano proprio fortissimi. Noi siamo arrivati nello spogliatoio a fine partita che non trovavamo che il 3-0 fosse un risultato giusto perché non è questo il divario che c’è fra le due squadre. Questa sconfitta così sonora non ci è proprio andata giù.

Ma ci credete ancora di poterli riprendere?
Noi sì. Continueremo a fare nostro campionato e cercheremo di fare più punti possibile per vincerlo. Finora di punti ne abbiamo fatti tanti, il problema è che la Juve ne ha fatti ancora di più.

È vero che Garcia non prende in considerazione l’ipotesi di perdere?
Il mister prepara le partite sempre per vincerle e anche noi. Non si può entrare in campo pensando ok, cerchiamo di non perdere. No, la Roma entra in campo per vincere, poi se non succede l’importante è che comunque noi diamo tutto per riuscirci. Ti alleni con il tuo poster in camera, Totti. Un esempio e un idolo fin da quando ero bambino. Allenarmi con lui è una cosa bellissima, cerco sempre di rubare i suoi movimenti con gli occhi.

Dopo l'esordio che ti hanno detto i compagni?
Mi hanno fatto tutti i complimenti, erano contenti. Durante gli allenamenti mi aiutano sempre con consigli e indicazioni, quindi credo fosse una piccola soddisfazione anche per loro. Uno in particolare? De Rossi mi ha dato molti consigli, mi sta sempre vicino e mi ha aiutato prima e dopo la partita.

Se te l’avessero detto l’anno scorso che oggi saresti stato dove sei?
Diciamo che ci speravo, ma fino a questo punto... sono un po’ sorpreso, anche se alla fine ho sempre lavorato per arrivare qui. Ora che ci sono riuscito devo continuare a lavorare e dare il massimo e soprattutto essere umile. Per arrivare a certi livelli l’umiltà è la prima cosa. Altrimenti ci metti poco a tornare giù.

Martedì la vivrete come una rivincita?
La prepareremo così. Ci sarà una Roma agguerrita, questo è sicuro.

Fonte: Il Romanista

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