Rassegna Stampa

Ricetta Conte: un’Italia di marines

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-05-2016 - Ore 07:54

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Ricetta Conte: un’Italia di marines

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - LIPARI - I tempi cambiano. In un’ipotetica griglia di partenza dell’Europeo, neanche un mese fa, l’Italia sarebbe stata legittimamente in seconda fascia. Dietro a Germania, Francia, Spagna e Belgio, ma con i numeri per far bene. Questo, però, prima che sulla lista di Conte si abbattesse un rosario di infortuni e cali di condizione. L’ultimo, il più importante, è quello di Marchisio. Non è l’unico rimpianto, naturalmente: Verratti è un enigma (gioca con infiltrazioni), Thiago Motta anche lui convive con problemi fisici, Chiellini ormai si fa male spesso e quindi non è allenato. Sono out Perin, Immobile, forse anche Antonelli e Bonaventura. L’Italia a questo punto va ripensata, tecnicamente, tatticamente e anche dal punto di vista atletico: a giugno – questo il nuovo imperativo di Conte –, servirà gente che corre, e tanto. Insomma, dei veri «marine», tant’è che ci sarà un richiamo di preparazione anche sulla forza.

PIRLO MONITORATO Il tempo stringe. Conte porterà a Coverciano una trentina di giocatori per lo stage (18-21 maggio), al quale mancheranno juventini, milanisti, parigini e anche Darmian e Okaka, tutti in finale delle rispettive Coppe nazionali (e i match saranno decisivi per le scelte). Per tutti gli altri (anche esordienti) spazio ai test fisici che potranno stravolgere le gerarchie. In Francia non potremo permetterci più di 2-3 giocatori a rischio (Chiellini, Verratti e forse Thiago). Con la fame di centrocampisti, risalgono le chance di «senatori» che sembravano fuori: Pirlo (monitorato per 9 giorni negli Usa, insieme a Giovinco, dall’osservatore Marco Scarpa) e De Rossi. Nessuno dei due convince del tutto Conte, ma il romanista allo stage ci sarà di sicuro, anche perché utile eventualmente anche in difesa. A proposito, duttilità e polivalenza sono altre due parole chiave per le convocazioni decisive, meglio non scordarlo. Diversa la situazione di Pirlo. L’ex juventino, oltretutto, dovrebbe giocare in campionato e la finestra liberatoria è a discrezione del club. Senza stage, la chiamata sembra difficile, anche se il fatto che sia stato monitorato non è da trascurare. In ogni caso, pare bandito qualsiasi sentimentalismo o curriculum: solo corsa.

TRE MODULI A questo punto, senza Marchisio, è quasi escluso il 4-2-4. Tre i moduli da Europeo. Si riparte dal 3-5-2 anche per necessità, perché è la Juve l’unica che può offrire quelle certezze al momento mancanti. Grazie agli automatismi di Conte entra in gioco Rugani, che si è inserito alla perfezione, e il 3-5-2 potrà alternarsi, a gara in corso o dall’inizio, nel 4-4-2. Come il doppio modulo di Allegri, con Barzagli a destra (o Chiellini a sinistra) e un esterno di ruolo quale Darmian. Infine c’è il 3-4-3 che Conte non ha bocciato, ma non potrà essere usato contro le big. Stop al 4-3-3, anche se l’indice di pericolosità dell’Italia (65) è migliore di quello di tante big. Ciò che manca è la finalizzazione.

DONNARUMMA OUT Anche la lista dei 23 (più 4 riserve) si apre a nuove soluzioni. In porta è stata scartata la soluzione Donnarumma. Sportiello e Padelli si giocano il terzo posto. In difesa tanti centrali, il blocco Juve di fatto, e poi due maglie in gioco: De Sciglio torna in corsa anche se preoccupa il suo scarso impiego, Acerbi è in vantaggio su Astori, De Silvestri e Zappacosta sono nei radar. A centrocampo sicuri in 6. Detto dei senatori in bilico, restano a disposizione 2 posti che potrebbero giocarsi Soriano, Montolivo e Bernardeschi. Ma potrebbero irrompere dei nuovi se in gran condizione (Sturaro, Baselli, Jorginho). In attacco, infine, sicuri in 4, resta sempre in dubbio Insigne, poco amato da Conte: potrebbe giocarsela con Giovinco e l’emergente Belotti.

MONDIALE SFUMATO L’altro problema è che molti potenziali convocati giocano poco, da Zaza, per il quale Conte stravede, a Eder, da Darmian a Pellè. Le 4 riserve saranno giovani (Belotti, Bernardeschi, Zappacosta, Baselli, Masina tra gli indiziati) e Conte vorrebbe che stessero in Francia anche per fare esperienza. Ovviamente, toccherà alla Figc trattare con i club per i permessi. Scene già viste, ma proprio la difficoltà con la Lega (la finale di Coppa Italia ne è stata il paradigma) ha amareggiato Conte, che addirittura in autunno aveva pensato di prolungare fino al Mondiale, finché ha notato che il suo attivismo dava fastidio. Si consoli: non sarà diverso con il suo successore, temiamo. A proposito, visto il gran dialogo, chissà che, se richiesto, non dia un consiglio sul tema anche a Tavecchio.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - LIPARI

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