Rassegna Stampa

«Ricorso Juve temerario»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-03-2015 - Ore 09:01

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«Ricorso Juve temerario»

«Abbiamo scherzato per nove anni». Forse non aveva tutti i torti Luciano Moggi a commentare così la sentenza della Corte di Cassazione che martedì all’una e 17 di notte ha annullato per prescrizione la sua condanna e quella di Giraudo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa sportiva, senza però prosciogliere l’ex dg e l’ex ad della Juve nel merito. L’intento dell’ex «Big Luciano» era quello di sminuire la portata dei risultati ottenuti dall’inchiesta che lo ha destituito dal trono di re del pallone italico, ma quella frase oggi può essere letta anche con un altro significato: se a due giorni dal verdetto che avrebbe dovuto dovuto scrivere la parola fine sulla lunga vicenda di Calciopoli le polemiche ricominciano più veementi di prima, significa davvero che molto se non tutto è stato vano. 

Il dispositivo consegnato dai giudici della terza sezione penale della Cassazione, in attesa del deposito delle motivazioni chiamate a puntellarlo, ha già aperto le danze delle polemiche e delle interpretazioni. Ieri, a gamba tesa, è entrato il presidente Figc Tavecchio, la cui elezione fu a suo tempo duramente criticata dalla dirigenza bianconera. «In attesa delle motivazioni, la sentenza conferma la linea della giustizia sportiva: fatta salva la prescrizione, i reati ci sono stati, l’associazione a delinquere pure, per noi la richiesta di risarcimento della Juve al Tar è una lite temeraria». Una risposta a quanto da tempo rivendica la Juve la quale – a sua volta – non sarebbe affatto scoraggiata dal verdetto che ha annullato la condanna per i suoi due ex massimi dirigenti senza assolverli. Quell’associazione a delinquere costruita per alterare il campionato 2004 – 2005, con due soli arbitri condannati e tre gare truccate, viene soppesata con cura dalla dirigenza bianconera che non ha nessuna intenzione di mollare la battaglia per riavere i due scudetti tolti a suo tempo e per il risarcimento astronomico (444 milioni di euro di danni) preteso dalla Figc. La quale, come spiega Tavecchio, si sente messa al riparo dalla sentenza della Cassazione e può quindi uscire allo scoperto contro le pretese juventine. «Da questa sentenza la Figc assume un atteggiamento sereno in relazione a tutto quello che c’era in atto – ha detto il presidente – abbiamo preso atto che un reato, non di poco conto, c’é stato e che un soggetto (l’arbitro De Santis, ndr) che ha rinunciato alla prescrizione è stato condannato. Quindi il teorema é confermato».

Mentre sullo sfondo si delinea anche un’altra questione: quella legata al risarcimento da riconoscere alle parti civili (come il Bologna danneggiato dall’abitraggio di De Santis come riconosciuto dalla Cassazione). Dopo altalenanti decisioni delle varie corti di primo e secondo grado questo diritto è stato definitivamente ammesso dalla Cassazione. A decidere ora l’entità dei ristori dovranno provvedere i giudici civili d’Appello competenti per territorio

 

Fonte: Il Tempo – M. Villosio

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