Rassegna Stampa

Rocchi dai pm «Ecco le accuse»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-10-2014 - Ore 08:37

|
Rocchi dai pm «Ecco le accuse»

L’avvocato Carlo Taormina ha presentato ieri una denuncia al Tribunale penale di Torino chiedendo ai magistrati di indagare sui «vari errori» emersi durante la partita tra Juventus e Roma

L’arbitraggio di Juventus-Roma finisce anche in Procura. Dopo le interrogazioni parlamentari e gli esposti alla Consob a puntare il dito contro il fischietto toscano Gianluca Rocchi è l’avvocato Carlo Taormina che ha presentato ieri una denuncia al Tribunale penale di Torino. Il legale chiede ai magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello di indagare sui «vari errori» emersi durante la partita tra cui «alcune situazioni di eccezionale rilievo per il risultato definitivo della gara» vinta per 3-2 dalla Juventus e seguita dalle note polemiche.Nel mirino i due calci di rigore concessi ai bianconeri, «uno per inesistente fallo di mano (di Maicon, ndr) in area di rigore», si legge nel documento, «un altro per una azione di contrasto (di Pjanic su Pogba, ndr) in realtà verificatasi fuori area di rigore». Episodi a cui si aggiungono il fallo «inesistente» fischiato dall’arbitro che ha causato il penalty«compensativo a favore della Roma» e il gol decisivo di Bonucci, «segnato mentre almeno un giocatore della Juventus era in clamoroso fuorigioco e dinanzi al portiere della Roma al quale veniva totalmente o parzialmente coperta la visuale». Tutti elementi che, uniti «allo strano comportamento del Rocchi», hanno spinto l’avvocato a segnalare la situazione alla Procura«perché svolga tutti gli opportuni accertamenti per stabilire se si sia in presenza di fatti penalmente rilevanti». Nella fattispecie si parla di frode sportiva, reato previsto dall’art. 1 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 e che «implica necessariamente l’intenzionalità», ma in cui rientra anche «la mera inosservanza regolamentare purché consumata in mala fede». Per Taormina, in sintesi, si è trattato del «volontario non sanzionamento di violazioni regolamentari» e del «volontario sanzionamento delle violazioni inesistenti». Per questo il legale chiede ai magistrati di effettuare «le dovute investigazioni» per verificare se c’è stata intenzionalità nelle scelte dell’arbitro. Non solo, ma anche per accertare rapporti di natura economica e non solo tra l’arbitro e il club bianconero, ovvero la «sussistenza o meno di offerta, promessa di denaro, altra utilità o vantaggio da parte della Juventus all’arbitro Rocchi». Una denuncia che fa esplicito riferimento alla vicenda di Calciopoli. «La Juventus è stata al centro di vicende giudiziarie sportive e penali per comportamenti identificati rispettivamente come illeciti e reati», spiega Taormina. «Per evitare tra qualche anno di ricominciare tutto da capo – continua – si può iniziare a indagare su questo episodio, che è la punta dell’icerberg di quanto visto nelle ultime stagioni. Un concentrato di anomalie tra cui ben tre gol di cui uno decisivo, in una partita che valeva il primato e che Rocchi ha preso per mano fino al risultato finale. A dimostrazione dell’intendimento dell’arbitro di governare la gara come la pallina sul tavolo da biliardo è lo stesso rigore concesso alla Roma. Solo una compensazione».

 

 

Fonte: IL TEMPO - D.Di Santo

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

imbecille 09/10/2014 - Ore 18:25

ma vaf**** taormina tu e chi ti segue

chiudi popup Damicom