Rassegna Stampa

Roma 2024, inizia la corsa Fanalino di coda, con quel governo Efficiente ma un po’ inesperta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-09-2015 - Ore 07:49

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Roma 2024, inizia la corsa Fanalino di coda, con quel governo Efficiente ma un po’ inesperta

GAZZETTA DELLO SPORT - CATAPANO - Non svegliateci, non ancora. Restiamo nella dimensione del sogno. Verrà il tempo di fare i conti con la realtà: finanziamenti, impianti, infrastrutture, gradimento popolare, credibilità, tutte cose che molto presto piomberanno sui tavoli di Comitato, Comune, e Governo. Per dire, già mercoledì prossimo tutti gli schieramenti in campo cominceranno a misurarsi tra loro e con il Cio in una prima sessione con Losanna, una specie di giro di ricognizione. Ma intanto, l’avventura olimpica è ancora una sfida tra visioni più oniriche che reali: come sarà Roma nel 2024? Finalmente una capitale moderna? Disinfettata dalla corruzione? Possiamo spingerci a sognare una versione aggiornata de La Grande Bellezza ? Possiamo. Costerà ogni giorno di più, non solo soldi, ma sforzi soprattutto. Intanto, però, si può competere, ed è già una notizia, e si può essere «orgogliosi», com’è il Coni, di far parte di un quintetto di eccellenza, «città notevoli — dice il presidente del Cio Bach nel suo discorso di benvenuto alle cinque candidate — e altamente qualificate». Chi più chi meno, tutte. Certo, tanto per dire, se fosse una sfida tra cartoline, sarebbe una partita tra Roma e Parigi. E se fosse una sfida tra reali democrazie, Budapest non avrebbe i requisiti (ma Bach sul tema «diritti umani» ha glissato, e del resto Pechino ha ospitato i Giochi del 2008 e ha appena vinto gli invernali del 2022). Ma se fosse una gara tra superpotenze economiche, probabilmente la sola Amburgo potrebbe contrastare Los Angeles, cui non sarà dispiaciuto che la connazionale Nbc si è aggiudicata i diritti tv dei Giochi fino al 2032, per la misera cifra di sette miliardi di dollari. Anche qui, Bach ha scacciato eventuali cattivi pensieri (ma va?), chiarendo che «i contratti vengono giudicati in base alla migliore offerta e assegnati intenzionalmente con ampio anticipo rispetto all’elezione della città». 
SOSTENIBILITà? Vabbè. Vedremo. È innegabile che alla partenza Parigi e Los Angeles, per motivi diversi, siano davanti. E che Amburgo e la Germania godano di enorme credibilità (tanto che Bach, «considerate infrastrutture esistenti e distanza temporale tra gli eventi», non vedrebbe inconvenienti a ospitare, nella stessa estate, Giochi olimpici ed Europei di calcio). Ma se è vero che le parole chiave dell’Olimpiade 2024, anche tra due anni, a Lima, quando il Cio decreterà la vincitrice (che riceverà una dote di 1,7 miliardi di dollari), saranno «sostenibilità» ed «eredità», come ribadito ieri da Bach, se è così Roma se la giocherà fino in fondo. Perché seppure tra qualche incomprensione, i primi passi degli azionisti della nostra candidatura — Coni, Comune, Governo — sono stati mossi proprio in quelle direzioni. E anche ieri il Comitato si è impegnato a... «regalare ai romani una città migliore, più accessibile e più sostenibile... Il tutto, nella piena trasparenza dei processi decisionali». 
REFERENDUM Già, i romani. Non sappiamo ancora cosa ne pensino. Se anche loro, come auspica il Coni, vogliano regalare ai propri figli i Giochi olimpici, o se preferiscano trasporti pubblici migliori, o se davvero non sia possibile avere entrambe le cose. Ieri il Cio, per bocca del suo presidente, ha confermato che condurrà riservatamente e in proprio dei sondaggi. «Vogliamo che gli atleti siano i benvenuti», ha chiarito Bach. Intanto, Roma 2024 ha già l’endorsement di sei grandi campioni dello sport italiano. Pellegrini, Pennetta, May, Sensini, Tomba e Chechi: tutti tifano per una virata, uno smash, un salto, una strambata, uno slalom o un volteggio vincente. Insomma, il senso è sempre lo stesso: forza Roma, 2024. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CATAPANO

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