Rassegna Stampa

Roma, 4 bicchieri di Porto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-08-2016 - Ore 07:04

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Roma, 4 bicchieri di Porto

IL MESSAGGERO – TRANI - L’inizio del nuovo torneo è simile alla fine dell’ultimo. La Roma non è cambiata in attacco. Che è stato, l’anno scorso, il migliore della serie A: 83 gol. E che, al debutto nel nuovo campionato, ha confermato di essere ancora lo stesso: 4 a 0 all’Udinese, con doppietta di Perotti, trasformando due rigori, e reti Dzeko e Salah. Anche senza Pjanic,il gruppo di Spalletti non ha perso la sua identità: semina calcio e raccoglie frutti. In ogni stagione. Anche in piena estate. Così il successo dei giallorossi nell’anticipo, largo e meritato, fa subito la differenza in classifica.

MEZZA PRESTAZIONE – La Roma, come a Oporto, gioca solo un tempo. Nella circostanza, comunque, è sufficiente per prendersi i tre punti. Stavolta sceglie il secondo, arricchendolo anche con quattro gol, dimostrandosi più precisa che in Champions. Nel playoff si è scatenata nel primo, ma l’espulsione di Vermaelen ha inciso sul risultato. All’Olimpico, invece, i giallorossi hanno aspettato la ripresa per prendersi la partita. Hanno dosato bene le energie, scegliendo quando annientare l’Udinese. Che, con il suo 3-5-2 semplice e dinamico, ha resistito perché non è stata soffocata dal pressing chiesto solitamente da Spalletti.

ROTAZIONE EXTRALARGE – La gara di martedì contro il Porto, ritorno del playoff di Champions, ha avuto la priorità sul campionato. Il turnover c’è stato e anche abbondante: cinque i cambi, forse troppi. Mezza squadra è differente: Szczesny in porta per Alisson, Peres a destra per il debutto e per sostituire l’infortunato Florenzi, Emerson sull’altra corsia per Juan Jesus, Paredes per De Rossi ed El Shaarawy esterno alto a sinistra per Perotti. Il sistema di gioco è lo stesso utilizzato all’Estadio do Dragao: il 4-2-3-1, ancora con Dzeko centravanti. Diverso è, però, l’approccio. La Roma non è brillante e nemmeno aggressiva. Scontata e prevedibile, permette agli avversari di difendersi senza affanno. Comanda la partita, ma senza alzare il ritmo. E si allunga. L’Udinese ha lo spazio per ripartire con Zapata e De Paul in avanti e con Widmer e Ali Adan sui lati. Il primo tiro è di Peres, da fuori. Dzeko non sfrutta un paio di chance. Szczesny blocca su Zapata, Widmer chiede il rigore per un’entrata di Emerson.

MOSSA IN CORSA – La Roma, dopo l’intervallo, cambia marcia. E alza il baricentro. Anche la difesa partecipa di più. Peres spinge ed Emerson lo imita. Salah ricama e scatta, Nainggolan conquista metri e Paredes è più spigliato e dialoga con Strootman. Ma è l’ingresso di Perotti, in campo per El Shaarawy che è giù di corda, a svegliare i compagni. La linea a cinque di Iachini va in tilt. L’assalto giallorosso non ha soste. La metà campo dell’Udinese è occupata a tempo pieno. Dentro l’area avversaria si presentano sei giocatori: coinvolti, a seconda delle situazioni, Peres, Salah, Nainggolan, Dzeko, Emerson e Perotti. Dzeko, partito in fuorigioco, è steso in area da Danilo. Che protesta quando Di Bello assegna il rigore. Perotti firma il vantaggio dopo un’ora, spiazzando la prima volta Karnezis. E si ripete quando Badu sommerge Salah. Che avrebbe voluto anche calciare il rigore. Perotti, invece, concede il bis e, subito dopo, chiede scusa al compagno per essere stato egoista. Il pubblico dell’Olimpico (ancora mezzo vuoto) chiama Dzeko che finalmente fa centro grazie a Nainggolan. Anche Salah si toglie lo sfizio del primo gol stagionale. Spalletti, però, non conta i gol ma gli infortunati. Manolas chiede il cambio: fastidio all’adduttore. Fazio va a fa coppia con Vermaelen che però non giocherà contro il Porto. Per la sfida di martedì, al momento, l’unico centrale disponibile è Juan Jesus, entrato per Emerson. E Florenzi è in forte dubbio. Paredes, con le sostituzioni ormai esaurite, lascia invece i compagni in dieci: affaticamento al polpaccio. Il rischio, con Ruediger e Mario Rui per ora solo spettatori, è di giocare il ritorno del play off senza mezza difesa.

Fonte: Il Messaggero - U.Trani

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