Rassegna Stampa

Roma, a casa con fiducia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-08-2013 - Ore 08:31

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Roma, a casa con fiducia
Non succedeva da due anni, quando il Valencia passeggiò sulla Roma sperimentale di Luis Enrique, ma è pur vero che da allora i giallorossi non avevano più affrontato in amichevole un avversario di questo livello. A Washington con il Chelsea (quello vero, non le riserve del Liverpool sfidate l’anno scorso) è arrivata la prima sconfitta dell’era Garcia, a chiusura della tournée americana comunque dal bilancio positivo: tredici giorni di lavoro, due vittorie, un ko di misura e la presenza costante di Pallotta, che ha saltato solo la tappa finale.
 
Il presidente si è perso un ko onorevole, di fronte alla corazzata guidata da Mourinho, che ha utilizzato molti più giocatori (e quindi maggiori energie) e l’ha spuntata solo a novanta secondi dalla fine. Nel giorno in cui l’Inter prende tre schiaffi dal Real Madrid, arrendersi per 2-1 contro i detentori dell’Europa League lascia sensazioni positive alla Roma, rientrata ieri nella Capitale.
 
Con qualche certezza in più. La squadra sta trovando un’identità, un gioco, e lo dimostra il fatto che segnino spesso i centrocampisti. De Sanctis, il migliore sabato notte, ha dimostrato di averne ancora, Benatia è già il leader di una difesa ancora da registrare, Maicon c’è, Pjanic ha fame di riscatto, Strootman si è subito inserito e davanti, per il momento, c’è l’imbarazzo della scelta. E qui vengono i dubbi, perché la Roma vista all’opera in tournée è solo un abbozzo di quella che uscirà dal mercato dopo il 2 settembre. In attacco ruotano Osvaldo, Borriello e Tallo che nei programmi della società non faranno più parte del progetto. Anche in difesa ci sarebbe bisogno di un ritocco, ma se non parte uno tra Castan e Burdisso (i dirigenti sperano tutti e due) si resta così.
 
A Washington la Roma ha tenuto botta per un tempo ed è passata avanti su gentile concessione del portiere Schwarzer che ha regalato un gol a Lamela con una papera clamorosa. Conoscendo Mourinho, sarà difficile rivede il campo, e infatti nella ripresa in porta ci è andato Blackman. I giallorossi non si sono fermati lì, hanno creato altre occasioni (la migliore con Osvaldo) e sono rientrati negli spogliatoi in vantaggio anche grazie alle parate di De Sanctis.
 
Poi i cambi dello Special One hanno dato nuove forze al Chelsea, mentre Garcia, con De Rossi e Pjanic indisponibili e Strootman in versione regista, si è limitato a inserire nel finale Marquinho, Borriello, Jedvaj (ancora da terzino destro) e Tallo, quest’ultimo per concedere un’altra standing ovation a Totti. I tifosi (compresi quelli del Chelsea) lo hanno acclamato e a fine partita lo hanno cercato tutti, per una stretta di mano o una foto: da Mourinho a Lampard e Mata.
 
Il capitano dei Blues ha firmato il pareggio in un’azione macchiata da un errore «in uscita» di Castan e dall’unica sbavatura di Benatia. Sorpasso Chelsea all’89 grazie all’invenzione di Hazard, finalizzata da Lukaku dopo lo scontro De Sanctis-Balzaretti.
 
Garcia esce dalla serata con il sorriso, senza risparmiare qualche bacchettata ai suoi. «Un buon primo tempo per intensità fisica e controllo di palla - spiega il tecnico - poi nella ripresa non abbiamo più giocato. Loro hanno fatto molti cambi ed erano più freschi, ma questa non è la cosa principale: quando si è stanchi bisogna cercare di giocare più con la testa che con le gambe». Le assenze hanno pesato. «Purtroppo De Rossi e Pjanic stavano male. E senza di loro, le soluzioni a centrocampo sono poche». Come a dire: non provate a venderli.

 

 

Fonte: Il Messaggero

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