Rassegna Stampa

Roma, anche i gladiatori non sconfiggono la crisi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-01-2016 - Ore 07:25

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Roma, anche i gladiatori non sconfiggono la crisi

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - È come se all’improvviso qualcuno si fosse svegliato e avesse cominciato a dire: «Sì, belli il Colosseo, San Pietro e Castel Sant’Angelo, ma se al loro posto facessimo delle comode quattro corsie il traffico non scorrerebbe meglio?». Blasfemia pura, ovvio. Però osservare l’istantanea di Daniele De Rossi, Alessandro Florenzi e Francesco Totti nella Roma, al gennaio 2016, lascia quasi interdetti al pensiero di quanto la romanità sia andata apparentemente in crisi. 

DE ROSSI E LA PROCURA La stretta attualità mette in vetrina De Rossi per l’insulto a Mandzukic («Zingaro di m...») a cui le tv hanno fatto fare il giro del mondo. Come si supponeva, per un caso del genere a termini di regolamento non esiste la possibilità dell’utilizzo della prova tv e quindi il giallorosso non subirà alcuna sanzione, anche perché né arbitri né ispettori hanno avuto contezza diretta dell’episodio. Anche sul fronte della Procura federale si va verso un nulla di fatto, persino qualora il fascicolo portasse all’apertura di un’inchiesta suggerita da motivi «politici» e dalle recidive del giallorosso. Certo, in teoria entro due settimane è possibile l’apertura di un’indagine – con testimoni e consulenti – che potrebbe portare anche una eventuale condanna, ma l’impressione è che non avverrà. Detto che ieri De Rossi ha incassato l’appoggio di Lippi e Zamparini («sono cose che capitano sotto stress») e l’affettuoso consiglio di Buffon («può succedere, ma occorre chiedere scusa»), assai meno concilianti sono stati i commenti delle associazioni «21 luglio» e «Popica» (a favore di Rom e Sinti), che invocano invece sanzioni. Inutile dire che il tam tam mediatico estero – dagli Usa all’Europa – è stato importante. Morale: un vero peccato, perché De Rossi – ieri a colloquio anche con i dirigenti, c’è il rischio multa – finisce per apparire diverso da com’è veramente, vista una cultura e un linguaggio superiore alla media. 

FLORENZI IN CRISI Ma se De Rossi è inciampato in un errore comportamentale, chi vede scendere le proprie quotazioni nel borsino di Trigoria è un altro romano: Florenzi. La pubblica reprimenda di Spalletti ha fatto scalpore anche perché – al netto del gol giunto da una sua palla persa (e la sua autodifesa lo ha fatto zittire dal tecnico) – forse per i continui cambiamenti di ruolo sta calando nel rendimento. Qualche atteggiamento un po’ troppo da star, poi, a Trigoria ultimamente viene digerito a fatica e tutti sperano che ritrovi l’umiltà dei primi tempi. 

ZEMAN E TOTTI I titoli di coda son su Totti. Ieri a difesa del capitano giallorosso è arrivato Zeman, che a Mediaset ha detto: «Spiace non vederlo in campo ma infreddolito in panchina: bisogna gestirlo diversamente». Non è escluso che non succeda già sabato prossimo col Frosinone: Spalletti potrebbe rilanciarlo al fianco di Dzeko, visto che le azioni di Salah sono in discesa. 

PALLOTTA E TAPIRI Al momento il più ottimista sembra essere il presidente Pallotta, sempre convinto del buon esito della cura Spalletti. Per il resto – dal caso De Rossi alle polemiche generali – il suo appello a Trigoria è chiaro: «Basta creare problemi». Ha ragione, anche perché – se il «Tapiro d’Oro» di «Striscia la Notizia» è toccato a Garcia (la puntata è andata in onda ieri) – qualora la Roma facesse flop, può essere che il prossimo i tifosi giallorossi lo assegnino a lui. Le cose romane, perciò meglio non perderle di vista. 

Fonte: Gazzetta dello Sport

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