Rassegna Stampa

Roma, l’attacco ultrà a Pallotta: «Domenica disertate lo stadio»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-04-2015 - Ore 08:18

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Roma, l’attacco ultrà a Pallotta: «Domenica disertate lo stadio»

Scherzi del destino, o forse no. Proprio alla vigilia del giorno in cui la Roma apre la campagna abbonamenti (prelazione per i rinnovi da oggi al 21 maggio), gli ultrà della Nord – di concerto con quelli della Sud – attaccano a testa bassa James Pallotta, invitando «i veri tifosi giallorossi» a non andare domenica allo stadio in segno di solidarietà con i supporter della Curva Sud, chiusa per via dei cori discriminatori e dell’esposizione di 4 striscioni contro Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ucciso da un ex ultrà della Roma. Il presidente giallorosso non è stato tenero contro i propri ultrà, chiamandoli «stronzi e fottuti idioti» e non appellandosi alla decisione del giudice sportivo. Un’azione benedetta ieri anche dal presidente federale Carlo Tavecchio e Fabio Capello. Azione che giunge tra l’altro a pochi giorni di distanza dalla pubblica arringa rivolta ai giocatori dell’Atalanta (prossimo avversario) da un capo ultrà, senza che ci siano state – fanno notare a Roma – dissociazioni di sorta. Come dire, culture sportive diverse.

VOLGARITÀ E RETORICA A Roma, comunque, il comunicato ultrà (scritto «virtualmente» su un abbonamento degli anni Trenta) ha fatto rumore. Depurato dalla solita retorica, oltre all’invito al boicottaggio, i punti chiave sono questi: «...quando nelle palle di tuo padre non c’era ancora traccia di te, noi stavamo a Torino per un Roma-Milan che sancì la nostra unica retrocessione. Quando ti emozionavi con i tuoi Boston Celtics... noi piangevamo per la nostra Roma-Liverpool. A 53 anni sei diventato proprietario della nostra Roma e per prima cosa hai modificato lo stemma facendo tante belle promesse a cui abbiamo creduto. Nel frattempo, su tutti i campi, noi tifosi della Roma venivamo come sempre insultati con cori e striscioni, di cui mai ci siamo lamentati perché in fondo è il gioco delle parti ed il calcio non è quello sport con un canestro e un megaschermo che dice a dei giullari sugli spalti quando e come applaudire. Però ti sei permesso di dare dei “fottuti idioti” a 14 mila tifosi e di non tutelare chi anticipatamente ti ha pagato facendo il gioco dei moralisti del nuovo millennio che da sempre fanno le pulci solo alla Roma e ai suoi tifosi. È anche per questo che siamo arrabbiati con te... Meglio essere “fucking idiots”, piuttosto che “fucked idiots”». Le imprecisioni sono evidenti. Al netto dell’ignoranza sul basket e degli eleganti anglicismi, in realtà Pallotta ha insultato solo coloro che avevano esposto gli striscioni e non certo i 14.000 della Sud, molti dei quali si sono dissociati dagli ultrà.

TESSERE: LINEA DURA Proprio per questo da Trigoria rispondono chiaramente: «Quel comunicato per noi non esiste». E in fondo la decisione di non rinviare l’apertura della campagna abbonamenti (che avrà aumenti non elevati), nonostante avvenga nella settimana del sorpasso della Lazio, è il messaggio più chiaro. Anzi, la proprietà Usa punta ad arrivare a quota30.000 tessere (ora sono circa 26.000), in attesa che il nuovo stadio permetta di alzare i prezzi in stile Premier, così da espellere definitivamente i teppisti e conservare solo la parte migliore del tifo.

ALLARME DERBY Ma lo stato di fibrillazione del momento potrebbe creare effetti collaterali, visto che il 24 aprile e il primo maggio si giocherà all’Olimpico la doppia finale di Coppa Italia Primavera proprio tra Roma e Lazio. La vendita dei biglietti comincia domani e al momento è libera. Ovvero, il rischio che gli ultrà delle opposte fazioni possano approfittarne per scontrarsi non è remoto, tant’è che oggi della questione ne discuterà anche l’Osservatorio del Viminale. C’è quindi la possibilità che si possa aprire solo ai possessori di tessere del tifoso propriamente dette, anche se questo svuoterebbe ulteriormente lo stadio. Questo d’altronde è lo stato del calcio italiano al momento. Il groppo in gola è d’obbligo.

 

Fonte: Gazzetta dello Sport/M.Cecchini

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