Rassegna Stampa

Roma, basket in crisi, spunta Pallotta. E si sogna il ritorno di Datome

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-03-2015 - Ore 16:21

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Roma, basket in crisi, spunta Pallotta. E si sogna il ritorno di Datome

No, non è il remake del terzo millennio di "Un americano a Roma". Anche perché, un americano nella Capitale è già arrivato. E' James Pallotta, patron della Roma calcio e ora anche potenziale proprietario della Virtus. Sì, avete capito bene, il club di basket di Serie A di Claudio Toti, che sta vivendo una stagione molto difficile e non naviga certo, economicamente parlando, in acque tranquille. Il rischio chiusura, alla fine di questo campionato, è altissimo. Tra l'altro, lo scorso 8 luglio (era il giorno prima dell'ultimo valido per l'iscrizione alla A) lo stesso Toti aveva manifestato ai vertici federali la volontà (poi venuta meno) di ritirare la squadra, chiedendo quale sarebbe stato il prezzo da pagare (leggi multe). Il tutto, appena un mese dopo l'annuncio della partecipazione, se ci fosse stata la possibilità, al Challenge Round di Eurolega. Toti (che ha declinato il nostro invito a parlare del futuro del club) è già un bel po' che manifesta insofferenza: l'ultima volta il 4 maggio 2012, con l'annuncio (rientrato) in una conferenza di non poter più proseguire l'attività per la quasi totale assenza di partner in grado di affiancarlo.

INCONTRI — La soluzione, allora, a cui si starebbe già lavorando da alcune settimane passa per i corridoi del Coni e porta dritto negli Stati Uniti. Restando nella metafora cinematografica il ciak lo ha battuto il numero uno del Foro Italico Giovanni Malagò. E' lui il regista che sta cercando di "scritturare" Pallotta nel ruolo di attore protagonista, dopo il calcio, anche del basket capitolino. L'operazione è avviata (si sussurra di incontri già avvenuti nella recente visita di Pallotta nella Capitale) e, qualora andasse in porto, i vantaggi sarebbero indiscussi. Innanzitutto per la stessa Roma, candidata all'Olimpiade del 2024, che nella delicata partita con le città sfidanti acquisirebbe certamente punti ulteriori dalla presenza garantita di un secondo sport, il basket appunto, oltre al calcio. Poi c'è la passione per il basket del nuovo potenziale acquirente e la volontà più volte resa pubblica di creare una polisportiva: è socio (di minoranza) dei mitici Boston Celtics. Come dire, lo farebbe per investimento ma anche per passione. Incroci diabolici: Boston è finora l'unica candidata con Roma per i Giochi del 2024, e nei Celtics gioca Gigi Datome, il simbolo della finale scudetto di Roma del giugno 2013 e personaggio chiave dell'operazione. Dovrebbe essere lui il testimonial del nuovo corso, per un clamoroso ritorno alla Virtus, anche se sull'azzurro è da mesi già piombata fortemente Milano.

MALAGÒ-D'ANTONI — Per ultima, ma non ultima, la questione del nuovo stadio della Roma. Una partita tutt'altro che in dirittura d'arrivo e in virtù della quale sarebbe ancor più gradito da Coni e Comune un intervento di Pallotta nel basket capitolino. Insomma, un'operazione dalla quale finirebbero per guadagnarci tutti. A cominciare dalla città. E poi a cascata il basket e i tifosi. Se l'assist alla pallacanestro romana riuscisse, non sarebbe la prima volta per Malagò. Successe già quando rivestiva la carica di vice presidente della Virtus. E con l'allora presidente del club Sergio D'Antoni (anno 2000), fu il fautore della svolta che traghettò la società nelle mani di Toti. Un duo indissolubile: oggi D'Antoni è presidente del Coni Sicilia. E' presto ancora per dire se la trattativa andrà a buon fine. Di sicuro il ciak è stato già battuto, le prime scene girate. Resta da scrivere il finale del nuovo film. Chissà che davvero non si riesca a concedere il bis.

Fonte: M. Canfora/A. Pitoni-La Gazzetta dello Sport

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