Rassegna Stampa

Roma, basta figuracce. Ora è tutta un’altra storia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-05-2016 - Ore 06:21

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Roma, basta figuracce. Ora è tutta un’altra storia

GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI - L’ultima volta che la Roma ha chiuso il campionato in bellezza sulla panchina giallorossa c’era ancora Andreazzoli e i gol necessari a battere il Napoli li segnarono Marquinho e Destro, due che oggi sono lontani anni luce da Trigoria, così come Cavani, che realizzò il gol del Napoli, è oggi lontano anni luce dall’Italia, ma con tanta voglia di tornare. Degli undici che scesero in campo il 19 maggio 2013 all’Olimpico, oggi potrebbe replicare soltanto Pjanic, mentre Andreazzoli sarà ancora in panchina ma come assistente di Spalletti: al tecnico toscano, e alla squadra che sceglierà, il compito di invertire la tendenza, dopo che i due finali targati Garcia sono stati pessimi.

BRUTTE SCONFITTE Nel 2014 la Roma, appagata dal secondo posto e da un campionato esaltante iniziato con la striscia record delle dieci vittorie, perse le ultime tre contro Catania, Juventus e Genoa; la stagione scorsa arrivò il k.o. interno contro il Palermo, il giorno prima c’era stata la conferenza che sancì la frattura insanabile tra il tecnico francese e Pallotta. Quest’anno, che qualcosa ancora in ballo c’è, Spalletti ha richiamato tutti alla massima attenzione, anche perché sono 4 anni che la Roma non vince l’ultima in trasferta, dal 13 maggio 2012, 3-2 in casa del Cesena con reti di Bojan, Lamela e De Rossi, ultimo a segnare con Luis Enrique in panchina.

GIUSTI COMPORTAMENTI Una fine all’altezza, se non nel risultato quantomeno nel gioco e nell’atteggiamento, è quello che Spalletti ha chiesto e chiede alla Roma, senza distrazioni: così si spiega la poca voglia di parlare di futuro, e così si spiega quella precisazione sul fatto che tutti torneranno con lui dopo la partita, senza la possibilità di rimanere a Milano. Almeno per ora è così, se poi il tecnico cambierà idea i calciatori lo scopriranno soltanto stasera, dopo il 90’. Ci tiene, Spalletti, e non soltanto perché non vuole avere rimpianti nel caso in cui il Napoli non riuscisse a battere il Frosinone, ma perché la «cultura del lavoro» di cui ha parlato fin dal suo insediamento a Trigoria passa anche da qui. I famosi «giusti comportamenti» che tanto amava dieci anni fa non sono passati di moda, anche quando, come in queste ultime due settimane, ha chiuso gli occhi su qualche serata mondana in più da parte dei suoi calciatori.

NIENTE FIGURACCE D’altronde, come ha ripetuto anche ieri, «quello che ha fatto la squadra in questo periodo è grandioso». La sua speranza è che lo sia anche la prossima stagione, che inizierà a luglio, mentre quella attuale terminerà tra una settimana: prima c’è l’amichevole negli Emirati, la Roma per contratto deve portare Totti più altri cinque big, il gettone di presenza e il premio partita contro l’Al Ahly sono importanti, figuracce internazionali non sono ammesse. Esclusi i nazionali partiranno tutti, poi Spalletti decreterà l’inizio delle vacanze, con compiti da fare già stabiliti. Perché poi, e anche qui il messaggio ieri è stato lanciato chiaro e tondo, vorrà tutti pronti e tirati a lucido alla ripresa: tempo per «rotolarsi sull’erbetta» non ce ne sarà.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI

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