Rassegna Stampa

Roma capitale del bel gioco. Genoa e Samp che sorpresa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-12-2014 - Ore 08:58

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Roma capitale del bel gioco. Genoa e Samp che sorpresa

Ieri il «Sole 24 Ore del Lunedì» ha pubblicato la classifica delle province migliori d’Italia per qualità della vita. Valutati servizi, ambiente, lavoro, salute, ordine pubblico, tenore di vita, tempo libero: prima Ravenna, seconda Trento, ultima Agrigento anche se la Valle dei Templi proprio male non è. Il calcio si sente trascurato e rilancia: quali sono le province migliori per qualità del calcio? In una classifica arida, quella dei punti fatti, vince Roma davanti all’accoppiata del nord-est: Torino e Genova, vicinissime. Questo però è un inno alla qualità, quindi si valutano altri elementi, non quantificabili: il divertimento, la tecnica, al limite le giocate che non portano punti. Graduatoria dopo 13 giornate, ovviamente opinabile: prima Roma, Torino seconda perché il Toro non è all’altezza della Juve, Genoa e Napoli in corsa per il terzo posto. In zona Europa League, davanti a Milano, ecco Modena e Firenze.

Una ha il Sassuolo, l’altra l’Empoli oltre alla Fiorentina. Qui il discorso si complica: i movimenti del Genoa. La qualità infatti va oltre i singoli. C’è una qualità di squadra, c’è l’organizzazione di gioco. L’Empoli si muove tutto insieme, il Sassuolo allena i meccanismi del 4-3-3, Gasperini racconta con orgoglio che ogni azione di Perotti chiama una reazione di Antonelli. La provincia in questo è all’avanguardia. Samp e Genoa sono diventate le sorprese della stagione anche per il loro mix di aggressione e giocate individuali: la qualità nella quantità. I movimenti mandati a memoria contano ma può aiutare anche Perotti largo in fascia, oppure scoprire Matri a livelli da 2011 e 2012, quando è stato a lungo il miglior marcatore della Juve di Conte.

 

MILANO SPERIMENTA L’organizzazione, la qualità nel collettivo fa la differenza tra le grandi come tra le piccole. Juve e Roma hanno i giocatori migliori ma anche un’identità di squadra. Il Napoli, vero, è salito di livello quando Higuain ha cominciato a segnare però negli stessi giorni un nuovo titolare, David Lopez, e ha ri-organizzato il centrocampo. Milano in questo senso è tutta un cantiere, come se ci fossero tre Expo: quella vera, Milan e Inter. Inzaghi ha cambiato 13 formazioni in 13 giornate, mentre Mancini per ora sperimenta: Kovacic a sinistra, il doppio Pitbull «Medel-M’Vila», Kuzmanovic esterno del 4-4-2. Entrambi probabilmente vanno valutati dopo Natale ma per ora la qualità della vita a San Siro è quella che è: qualche bella giocata di Menez ma un po’ troppa sofferenza. Comincia anche a fare freddo.

Fonte: gasport (L. Bianchini)

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