Rassegna Stampa

Roma, cogli l’attimo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-11-2013 - Ore 07:39

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Roma, cogli l’attimo

Il passato alle spalle e il futuro davanti. Così vuole Garcia. Da sempre e non solo dal suo arrivo a Trigoria.Il presente è invece l’attualità: la Roma, dopo due giorni di riposo, riprende a lavorare. Con una doppia seduta. Per preparare la prima delle sei tappe che portano alle feste di Natale. Sei gare in 43 giorni, da domenica 10 novembre fino a quella del 22 dicembre, per chiudere alla grande il 2013.Per restare capolistaPerché questo è adesso l’obiettivo. Finire l’anno in testa alla classifica e, se è possibile, in solitudine.

SESTINA DA SFRUTTARE I giallorossi hanno la grande chance di allungare da qui a Natale. Anche se l’esito di nessuna sfida va dato per scontato, il calendario sembra abbastanza favorevole: quattro dei prossimi sei incontri si giocheranno all’Olimpico.Domenica pomeriggio il match contro il Sassuolo; dopo la sosta, lunedì 25 novembre, quello contro il Cagliari; l’8 dicembre, all’ora di pranzo, il più complicato contro la Fiorentina di Montella e prima delle festività l’ultima delle sei gare contro il Catania. Due le trasferte, entrambe in Lombardia e, per motivi diversi. pericolose: domenica 1˚ dicembre a Bergamo contro l’Atalanta e lunedì 16 dicembre, il monday night a San Siro contro il Milan. Considerati gli impegni della Juve e del Napoli che già domenica sera si affronteranno nello scontro diretto di Torino, la Roma già facendo l’en plein nelle partite interne dovrebbe concludere il 2013 al comando. Garcia, l’ha ripetuto più volte, non fa tabelle. «Ma vogliamo sempre vincere, in casa e fuori » messaggio che ha inviato alle rivali pure dopo il pari contro il Torino. Il campionato, dopo la dodicesima giornata (gara contro il Sassuolo), si fermerà per gli impegni delle nazionali. La pausa servirà al francese per recuperare qualche giocatore, per primoGervinho, e per un aggiornamento sui carichi di lavoro personalizzati, almeno mirati a quei giocatori che non lasceranno Trigoria per gli spareggi delle qualificazioni mondiali o per le amichevoli inserite in quel periodo dalle federazioni.

 

 

RIVALI SUPERIMPEGNATE La tabella in alto mostra il cammino delle due inseguitrici: sia la Juve che il Napoli giocheranno tre partite in casa e altrettante fuori. Più difficili quelle che dovrà affrontare la squadra di Benitez: oltre alla visita ai campioni d’Italia di Conte, la trasferta all’Olimpico per la sfida con la Lazio e soprattutto il ritorno, nel sedicesimo turno, dell’ex Mazzarri al San Paolo con l’Inter quarta e in rimonta. Sembra più agevole il percorso della Juve che avrà solo una gara rischiosa, la prossima, proprio contro il Napoli. Ma per le due avversarie della Roma, fino a metà dicembre, gli impegni si moltiplicano per fatica e stress: entrambe hanno bisogno di fare punti per qualificarsi per gli ottavi di Champions. I bianconeri si giocheranno tutto il 10 dicembre a Istanbul contro il Galatasaray di Mancini, mentre gli azzurri, dopo l’impegno di questa sera al San Paolo contro l’Olympique Marsiglia, affronteranno il Borussia il 26 novembre a Dortmund e l’Arsenal primo in Premier l’11 dicembre a Napoli.

ENTUSIASMO E RABBIA In questo periodo la differenza può farla la tifoseria. Tra la gente giallorossa sta lievitando la convinzione che questa possa essere la stagione giusta per tornare ai vertici del clacio italiano e non solo per giocare la prossima Champions. In due giorni sono stati venduti 16.000 biglietti per la partita di domenica contro il Sassuolo: sold out Curva nord e distinti sud. Restano disponibili solo i tagliandi delle tribune, quelli con i prezzi più cari. La Roma è convinta di accogliere per la prima volta 50.000 spettatori (non è successo nemmeno per il derby nè per il match contro il Napoli). Intanto il gruppo Qui AS Roma Libera, con un post su Facebook, ha fissato un appuntamento, sabato mattina in via Allegri davanti alla sede della Figc, per un sit in di protesta contro i torti arbitrali: «Fermiamoli prima che sia troppo tardi»

Fonte: Il Messaggero

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