Rassegna Stampa

Roma col Chievo per allungo e record

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-10-2013 - Ore 08:15

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Roma col Chievo per allungo e record

Se ci concedete la battuta un po’ blasfema, il Chievo s’è fatto benedire dal Papa pur di riuscire dove i nove predecessori hanno fallito: fermare la Roma che oggi deve rispondere a Napoli e Juventus.
Mentre Campedelli & Co. baciavano la mano di Bergoglio in Vaticano, a Trigoria Garcia preparava nei dettagli «la partita più difficile» da giocare nella notte degli scherzetti. All’Olimpico bisogna sfuggire all’insidioso testa-coda e guadagnarsi il dolcetto. OIn questo caso un record: nessuna squadra ha mai vinto le prime dieci partite di campionato. Non solo. Eguagliato Capello, oggi Garcia può raggiungere Spalletti: sommandole all’ultimo successo dello scorso torneo contro il Napoli, le vittorie di fila dei giallorossi sarebbero undici come quelle collezionate nel 2006.

La nuova Roma dovrà provarci ancora senza Totti e Gervinho, quest’ultimo in forte dubbio anche per la trasferta di domenica a Torino, oltre allo squalificato Maicon. Al di là dell’innesto obbligato di Torosidis e delle probabili conferme di Ljajic e Borriello nel tridente, è lecito attendersi almeno un altro aggiustamento in formazione. Marquinho è pronto a far riposare Florenzi, mentre ieri Dodò è stato provato nella rifinitura blindata al posto di Balzaretti. Difficile che Garcia cambi qualcosa al centro della difesa, visto che i diffidati Castan e Benatia a breve dovranno fermarsi.

Lo stesso rischio di De Rossi, diffidato anche lui, per questo l’eroe di Udine Bradley lo sostituirà alla prossima occasione. Intanto l’americano si espone: «Dopo questa serie di vittorie per lo scudetto dobbiamo esserci anche noi».Tra i convocati spunta il 17enne attaccante Di Mariano ex Lecce, nipote di Totò Schillaci.
Dall’alta parte c’è un Chievo disperato. Sannino si gioca la panchina tra stasera e lunedì a Bologna. «I miracoli il Papa pensa a farli per le persone che ne hanno davvero e piu' bisogno - dice l’allenatore - il presidente ci teneva, perché ci crede. Io, invece, credo di andare a Roma per giocarmela». Giusto, anche perché la legge dei grandi numeri è dalla sua parte e il Chievo è l’ultima squadra ad aver battuto i giallorossi in campionato.
Era la Roma impaurita di Andreazzoli. Quella di oggi non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Fonte: Il Tempo

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