Rassegna Stampa

Roma, con Vermaelen Spalletti alza un muro. E pensa alla difesa a tre

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-08-2016 - Ore 07:13

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Roma, con Vermaelen Spalletti alza un muro. E pensa alla difesa a tre

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - La Roma alza il muro in difesa. Gli arrivi di Federico Fazio, in campo ieri pomeriggio per 73 minuti sotto gli occhi di Fredric Massara nell’amichevole che la Primavera ha vinto 3-0 (gol di Bordin, Keba e Tumminello) a Trigoria contro il Trastevere (serie D), e di Thomas Vermaelen, atteso oggi alle 13.30 nella Capitale (e in panchina nella gara che il Barcellona ha giocato contro il Liverpool), aumentano i centimetri della retroguardia giallorossa. Le statistiche degli ultimi campionati raccontano che circa un gol su tre arriva dalle palle inattive, per questo Luciano Spalletti ha creato una batteria di centrali in grado di soffrire il meno possibile nella fase difensiva e di aiutare la squadra con qualche gol di testa.

Senza considerare i due portieri - Szczesny è alto 1.96 mentre Alisson «solamente» 1.91 - il gigante tra i difensori centrali è Fazio con i suoi 195 centimetri. Leggermente più basso è Ruediger (1.91); poi ci sono Manolas (1.86), Juan Jesus (1.85) fino a Vermaelen (1.83) che è il più piccolo del gruppo. Quando sarà di nuovo a disposizione Ruediger - il suo recupero procede a ritmo spedito e anche ieri si è allenato a Trigoria - in alcune circostanze sarà possibile vedere una difesa schierata a tre oppure bloccata con due dei centrali spostati sugli esterni: il tedesco a destra, Juan Jesus a sinistra, Manolas (o Fazio) e Vermaelen al centro.

Uno schieramento, questo, non completamente inedito per il tecnico toscano, che già nella sua prima esperienza romanista sperimentò qualcosa di simile: nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Europa League (stagione 2005-06) contro il Middlesbrough - la Roma vinse 2-1 ma fu eliminata perché all’andata aveva perso 1-0 - Spalletti fece giocare Bovo e Chivu esterni, con Kuffour e Mexes centrali, lasciando fuori Panucci. Molto più gettonata, in quella stagione, fu però la soluzione intermedia, con un terzino di spinta (Panucci) e uno di contenimento (Cufrè). Nella Roma attuale le soluzioni non mancherebbero: con Florenzi ed Emerson Palmieri (e Mario Rui quando rientrerà) pronti a spingere, con Ruediger e Juan Jesus di contenimento, Spalletti avrà l’imbarazzo della scelta.

 

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