Rassegna Stampa

ROMA, COSì NO! E’ una figuraccia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-08-2016 - Ore 06:37

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ROMA, COSì NO! E’ una figuraccia

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Niente da fare, la maledizione continua. Sesta eliminazione di una squadra italiana ai playoff Champions dal 2010 a oggi. L’ultima a lasciarci le penne la Roma ieri sera, l’unica a farcela il Milan nel 2013. Un’ecatombe, la spia di un malessere, dell’incapacità dei nostri club di reggere le pressioni dell’euro-spareggio estivo. La fuoriuscita della Roma fa due volte male, perché figlia di una prestazione allucinante: all’Olimpico espulsi De Rossi ed Emerson per due interventi «criminosi», con piedi a martello su tibie avversarie, per cui non si capiscono le proteste dei giocatori giallorossi, gli sguardi increduli, i fischi del pubblico romanista all’arbitro Marciniak. Rivedere le immagini, per rendersi conto della violenza dei due falli. Tre espulsioni tra andata e ritorno - una settimana fa a Porto venne cacciato Vermaelen per doppia ammonizione - non sono cosa accettabile, c’è soltanto da tacere. Manifesta incapacità di gestire le emozioni e di tenere a bada i peggiori istinti. Una figuraccia per la Roma e per il calcio italiano, uscito bene dall’Europeo in Francia. Una pugnalata alle spalle, che obbliga tutti a guardarsi dentro, al di là del tifo e degli interessi di bottega. Siamo questi? Così fragili e irresponsabili? Troppi veleni nel nostro orticello.

La Roma esce distrutta da questa notte di fine agosto. Evapora il pacco di milioni della Champions League - la fetta di «market pool» destinata a Pallotta se la spartiranno Juve e Napoli - e non si capisce con quali soldi il d.s. Sabatini rafforzerà la squadra negli ultimi giorni di mercato. Servirà tempo per riparare il danno d’immagine provocato dagli isterismi di ieri sera. Si allarga il divario con la Juve in chiave campionato: come si può pensare che una squadra tanto fragile sul piano psicologico possa competere fino all’ultimo per lo scudetto?

Spalletti è un grande allenatore, ma ha grosse responsabilità per tale sfacelo. Ha sbagliato l’avvicinamento alla partita, con dichiarazioni spavalde («Desideriamo questa partita da otto mesi, è tutto per noi»), parole che hanno sovraccaricato pance e menti. Ha stravolto la formazione: De Rossi centrale difensivo, Paredes in mediana. Ha insistito su Juan Jesus terzino sinistro, e il brasiliano ha gentilmente offerto il primo gol ai portoghesi con una dormita epocale. L’infortunio di Florenzi ha poi costretto l’allenatore a schierare Bruno Peres, non ancora addestrato ai meccanismi spallettiani. C’è un unico modo per ripartire: scomporre e ricomporre gli errori, fare tesoro di simile scempio.

Fonte: LA GAZZETTA DELLO SPORT

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