Rassegna Stampa

Roma, De Sanctis attacca Gervinho: "Mancanza di rispetto verso di noi"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-03-2016 - Ore 20:37

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Roma, De Sanctis attacca Gervinho:

GAZZETTA.IT - ZUCCHELLI - Che Gervinho non si fosse lasciato benissimo con la Roma è ormai noto, ci ha pensato però Morgan De Sanctis a certificarlo ufficialmente. In un’intervista rilasciata al sito romanews.eu durante il media day di qualche giorno fa a Trigoria il portiere giallorosso, colonna dello spogliatoio, non ha usato giri di parole: “Il discorso che ha fatto Gervinho è stato coerente con quello che è stato il suo percorso di carriera, quindi non mi sorprende”. De Sanctis si riferisce a una recente intervista dell’ivoriano che aveva detto che giocare bene per Spalletti sarebbe stato come tradire Garcia: “Certe frasi non mi hanno sorpreso, anche durante la gestione Garcia c’erano stare alcune sue mancanze rispetto a ciò che era considerato un discorso comune, di squadra, che comprendeva anche lo stesso Garcia e tutti noi. Quello che lui dice adesso è verissimo, Garcia molto probabilmente gli ha dato quasi tutto ciò che lui ha avuto in ambito sportivo, quindi credo che il suo discorso sia legittimo. Fossi in lui però - e qui arriva la stoccata di De Sanctis - , mi farei alcune domande riguardo ad alcuni comportamenti che ha avuto durante la permanenza di Garcia a Roma e ad alcune circostanze in cui si sarebbe potuto comportare meglio”.

FURBETTI — Ecco perché De Sanctis ci tiene ad elogiare Spalletti, che a suo dire tratta tutti nello stesso modo: “L’allenatore deve essere garante di una serie di comportamenti nonostante i giocatori non siano tutti uguali. Alcuni calciatori hanno più talento di altri, ma nei comportamenti e nel contesto di squadra devono comportarsi tutti allo stesso modo. L’allenatore e la società insieme devono essere garanti di questo tipo di linearità”. Lineari, poi, devono essere anche i comportamenti dei calciatori e anche qui De Sanctis non le manda a dire: “Eravamo partiti con delle prerogative che avrebbero dovuto portarci a vincere qualcosa, ma non è successo non a causa di allenamenti più leggeri, ma perché c’era la necessità di mettere di nuovo i giocatori davanti alle proprie responsabilità senza avere più alibi. Alibi che invece noi calciatori siamo stati un po’ furbetti a prenderci nell’ultima parte della gestione Garcia”.

Fonte: gazzetta.it-C.Zucchelli

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