Rassegna Stampa

Roma e il centravanti che non s’ha da fare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-05-2016 - Ore 07:01

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Roma e il centravanti che non s’ha da fare

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - Cinque centravanti, eppure qui si cerca il numero sei. Pare una maledizione, è di sicuro la faccia di un attacco che non trova pace, che insegue vie diverse di anno in anno. Ma c’è sempre un ma. La delusione di Dzeko, la storia tragicomica di Doumbia, il fuoco d’artificio di Sadiq, la sfortuna di Ponce, il talento sfuggente di Sanabria: cinque volti che hanno attraversato la Roma delle ultime due stagioni, senza lasciare una traccia indelebile. Senza aver convinto o aver avuto la possibilità di farlo: storie diverse, il risultato è sempre quello. Al netto di quello che accadrà con Dzeko, con nessuno di questi cinque ai blocchi di partenza del prossimo campionato la Roma avrebbe la sensazione di essere totalmente a posto con i gol.

Edin indeciso Non lo sarebbe con il bosniaco, un anno fa inseguito e braccato e oggi nel bel mezzo di una decisione da prendere. Che si fa? Si accetta il ruolo di super-sub, quello stesso che lo spinse ad abbandonare il City? Oppure si chiede la cessione, possibilmente in Italia? Dzeko è in queste ore è attraversato dai dubbi. E li confesserà presto in un vertice a tre con Spalletti e il d.s. Sabatini. Se accetterà di rimettersi in gioco, se ascolterà dall’allenatore piena fiducia, Dzeko non avrà problemi a restare in una città in cui sta alla grande. Di sicuro non ha voglia di tornare in Premier League né in Germania, questo è il punto di partenza. Gradirebbe confrontarsi ancora in Italia, per dimostrare a se stesso di essere in grado di segnare e vincere anche da queste parti. Ma in tema di approcci, siamo allo zero. Niente con l’Inter, niente con il Milan. Resta la Roma, resta Spalletti, molto apprezzato dal punto di vista tecnico da Dzeko, eppure lo stesso che ha battuto negli ultimi mesi vie diverse, con enorme successo.

Gli altri Vie diverse che non prevedono Sadiq, ad esempio. Il nigeriano ha segnato due gol in Serie A con Rudi Garcia, poi con Spalletti è sparito dai radar e la sua crescita si è fermata, almeno quella sotto i riflettori. Andrà via, fa parte di quei giocatori che faranno rima con plusvalenza. Come Tony Sanabria, che centravanti puro non è, ma che in un attacco veloce come quello di Spalletti potrebbe starci pure bene. Ma il paraguaiano non tornerà a Trigoria. Gli 11 gol e i due terzi di stagione ben giocata con lo Sporting Gijon lo hanno convinto che la Liga è il campionato che meglio si adatta alle sue caratteristiche. Cosa invece si adatti a Seydou Doumbia, Sabatini ce l’ha ben chiaro. Fin da gennaio. Il d.s. non avrebbe voluto mandarlo al Newcastle: l’ivoriano s’è impuntato e ha deluso, dopo una prima parte di stagione ottima al Cska. La Roma ha dato mandato agli agenti dell’attaccante di cercare una soluzione: impresa non semplice, la soluzione del caso non sarà rapida. Doumbia ha bisogno di ritrovare il campo e non accadrà nella Roma. Non accadrà probabilmente neppure per Ponce, per il quale Sabatini stravede: per lui ha investito 4,2 milioni di euro, un infortunio al ginocchio ha bloccato la crescita dell’argentino che ora sarà mandato a giocare in prestito. Forse un domani, lui sì, sarà un centravanti da Roma.

 

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