Rassegna Stampa

Roma e Juve sigillano la Santa Alleanza. Club d’accordo: affare spinto da Pjanic

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-06-2016 - Ore 10:36

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Roma e Juve sigillano la Santa Alleanza. Club d’accordo: affare spinto da Pjanic

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Il trasferimento di Miralem Pjanic dalla Roma alla Juventus continua ad infuocare la piazza romanista. Ieri, in questo senso, è stata una giornata movimentata, in cui l’intervento (concordato?) delle due società è servito per ristabilire una verità in cui uscissero tutti vincitori. Sono lontani, insomma, i tempi in cui Roma e Juventus — negli anni ’80 e nei primi anni 2000 — hanno infiammato il calcio italiano con una rivalità che ha fatto epoca.

I duelli sul campo erano affiancati da quelli dialettici dei rispettivi dirigenti, che agli occhi dei tifosi rappresentavano due modi contrapposti di interpretare il calcio. Oggi questa contrapposizione non è più così netta, e le due società possono dirsi amiche: le posizioni sulla politica sportiva sono certamente le stesse, in opposizione alla maggior parte delle società di A.

Economicamente l’operazione Pjanic va vista quasi come un favore dei bianconeri, che in assenza di altre società pronte ad investire sul bosniaco, hanno «salvato» i conti romanisti, che andavano risistemati entro la fine del mese. Per una volta, insomma, il pagamento di una clausola per un big non è visto come uno sgarbo da parte di una società rivale. Dal punto di vista tecnico, invece, è la Roma a risolvere un problema ai bianconeri, che ora potranno ragionare con più serenità di un’eventuale cessione di Pogba.

A pagare il conto, mediaticamente, di questa Santa Alleanza è stato Pjanic, che nelle ultime ore è stato etichettato nel migliore dei casi come un traditore o un mercenario. Per questo un articolo pubblicato dal Corriere dello Sport in cui venivano riferite delle dichiarazioni del centrocampista bosniaco («Mi hanno venduto in 15 minuti, hanno chiamato loro la Juve, hanno bisogno di soldi, sono molto amareggiato, ma purtroppo nella vita non si può avere tutto»), ha mandato su tutte le furie la Roma e scatenato una reazione a catena di dichiarazioni.

Immediata la replica del d.g. Mauro Baldissoni, intervenuto a Roma Radio. «In un mondo normale — le sue parole — un dirigente non dovrebbe leggere un documento ufficiale per smentire sciocchezze, ma quando si travalica il confine della professionalità bisogna intervenire». Il documento a cui ha fatto riferimento Baldissoni è una lettera che lo stesso Pjanic ha spedito alla società per comunicare la sua volontà di avvalersi della clausola rescissoria per andare alla Juventus, che gli verserà anche la sua percentuale del 20% sul prezzo di vendita.

Il contenuto della lettera, un atto dovuto in situazioni simili, non è comunque in contrapposizione con le parole del bosniaco, anche perché la data riportata sulle carte è quella del 9 Giugno 2016, cioè il giorno dopo il blitz di Marotta nella Capitale e l’infortunio di Ruediger nel ritiro della Germania (operato ieri a Villa Stuart dal professor Mariani) che ha fatto saltare la cessione del tedesco al Chelsea.

In aiuto della Roma è arrivato però Beppe Marotta, che ha confermato la versione di Baldissoni. «È stata decisiva — le parole dell’a.d. bianconero — la volontà del giocatore, che ha voluto fortemente la Juventus, e si è avvalso della ben nota clausola che aveva stipulato con la Roma, come da lui stesso comunicato. Tra noi e la Roma non c’è stata nessuna trattativa, ma solo incontri tecnici per definire le modalità di pagamento della clausola. A breve sosterrà le visite mediche con noi». Storia chiusa?

 

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