Rassegna Stampa

Roma, è la svolta buona

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-02-2015 - Ore 08:13

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 Roma, è la svolta buona

«È fondamentale vincere contro il Parma: non voglio sentir parlare né di giovedì né del 2 marzo». Garcia va sul concreto. E si dedica solo al presente. Non gli interessa, per ora, altro. Nemmeno l’avversario di oggi all’Olimpico, ultimo in classifica e soprattutto senza futuro. Figuriamoci se già pensa alla prima gara contro il Feyenoord o allo scontro diretto con la Juve. Il messaggio è esclusivamente per i suoi giocatori. La Roma, in 20 giorni (dall’11 al 31 gennaio) e 4 partite, ha perso per strada 6 punti, permettendo alla capolista di andare a più 7. Colpa dei 4 pari di fila seminati tra le 2 vittorie esterne di Udine, il 6 gennaio, e Cagliari, domenica scorsa. «Non abbiamo scelta: contano solo i tre punti». L’ultimo successo casalingo in campionato, tra l’altro, è lontano 77 giorni: il 30 novembre contro l’Inter.

VIA DELL’UMILTÀ – «Sarebbe banale se dicessi che il nostro obiettivo è vincere tutte le partite. Allora cominciamo da questa contro il Parma». Quattro mesi fa, dopo il ko immeritato allo Stadium, Garcia si era sbilanciato: «Lo scudetto sarà nostro». Adesso, invece, preferisce vivere alla giornata: «A che serve pensare all’Europa League o all’inizio del campionato. Dobbiamo concentrarci su questo match, senza perdere tempo con altro. Poi faremo i nostri conti». Quelli di Donadoni già non tornano: fuori casa, ha perso 9 gare su 10, senza mai pareggiare.
ATTEGGIAMENTO DA SQUADRA – Nel giorno in cui ritrova Gervinho, assente da prima di Natale, Rudi ricorda il suo credo. «Nessuno dei miei giocatori è indispensabile, neanche lui. Ognuno, però, serve al collettivo. E, a parte la Coppa Italia, abbiamo sempre fatto gol, anche senza gli africani. Se raddoppiamo, è più facile vincere, come si è visto a anche a Cagliari. Se in attacco abbiamo occasioni, il gioco mi soddisfa. Ma per il successo dobbiamo segnare…». Non lo preoccupano, comunque, le 13 reti in meno di quante la Roma ne aveva realizzate fin qui l’anno scorso (49 contro 36). Sono le distrazioni dietro a non convincerlo. «Bisogna ritrovare la solidità in quel settore che è la base di ogni squadra. Alcuni gol presi erano da evitare, ultimo quello di Cagliari era tra questi. I difensori possono fare meglio, come l’intera squadra. Con una prima linea che chiude bene e un gruppo più compatto».
TURNOVER CAUTELATIVO – Garcia finalmente sorride per l’organico ritrovato, anche se ancora parzialmente. Così, senza lo squalificato Holebas, si può permettere di non convocare i senatori Maicon e Totti. E magari di risparmiare pure Pjanic. Il terzino «soffre al ginocchio», il capitano «è debole» per l’influenza appena smaltita e quindi da preservare. Il centrocampista, pur guarito, non è al top: «Corre e copre più degli altri. E’ il nostro playmaker, ma ci aspettiamo che incida di più». Tornano Manolas e Florenzi, squalificati a Cagliari, e De Rossi, assente dalla gara al Franchi contro la Fiorentina. Pure senza Totti, aumenta la scelta davanti. Doumbia indossa la sua prima maglia giallorossa. «Sappiamo chi è: un bomber che la mette dentro. Ci aspettiamo questo da lui, senza alcuna pressione. Ha fatto un solo allenamento. Ora il suo compito sarà quello di entrare nel gruppo e di avere dei palloni da mettere sotto i denti. È pronto». Come Verde. «L’ho preso io dalla Primavera. Va lasciato tranquillo. È umile. Deve continuare ad imparare. Il suo futuro è qui».

Fonte: Il Messaggero

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