Rassegna Stampa

Roma e quei gol dal mondo per rivedere la Champions

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-08-2016 - Ore 07:26

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Roma e quei gol dal mondo per rivedere la Champions

GAZZETTA DELLO SPORT – CECCHINI - Il signor Gentil Alves Cardoso, brasiliano, meriterebbe un monumento alla carriera da parte di tutti gli appassionati di calcio innanzitutto per un motivo: l’ingaggio di Garrincha, fin lì scartato in tutti i provini. Ringraziato per la preveggenza e per la relativa bellezza che ci ha regalato, il suo contributo non si è fermato qui. Pur senza mai essere nominato come fonte, pare sia stato l’inventore di uno dei luoghi comuni più frequenti – però non banale – che si possano sentire nel mondo del pallone: «La migliore difesa è l’attacco». Ecco, numeri alla mano, è assai probabile che questa sarà la filosofia della Roma domani, nel delicato match di ritorno del preliminare di Champions col Porto.

ANSIA DIFESA Logico che l’1-1 in trasferta agevoli i giallorossi, a cui per passare il turno basterebbe un semplice 0-0. Ma la filosofia di Spalletti non è di quelle sparagnine, e così nei prevedibili spazi che la squadra portoghese dovrebbe concedere col passare dei minuti, è sicuro che l’attacco romanista sarà chiamato a scatenarsi per provare a chiudere il match prima del 90°, anche perché la difesa – a prescindere dall’allenatore – storicamente non sembra essere il pezzo forte dell’argenteria giallorossa. Non è un caso, in fondo, che negli ultimi 31 incontri disputati nelle coppe europee, solo una volta – il malinconico 0-0 della scorsa stagione col Bate Borisov – la Roma ha chiuso senza subire almeno una rete.

TUTTI IN GOL Motivo in più, quindi, per puntare su un attacco che pare in forma smagliante, visto che nell’esordio di campionato contro l’Udinese sono andati in gol tutte e tre le punte che presumibilmente saranno chiamate ad essere titolari domani, ovvero Salah, Dzeko e Perotti. Che la Roma di Spalletti sia prolifica, comunque, è cosa che non sorprende nessuno. Detto che dal 1990 la squadra giallorossa non partiva con un poker, va segnalato come la formazione allenata dal tecnico toscano è alla sesta vittoria di fila in Serie A, contando le ultime cinque della scorsa stagione, e che ha segnato 20 gol nelle ultime 7 partite. Basta così? Niente affatto. Nelle ultime 18 è arrivata alla cifra tonda di 50 reti realizzate. In pratica una macchina da gol, che Spalletti – dopo le prime due stentate partite (1-1 col Verona e 0-1 con la Juve) – sembra avere oliato alla perfezione.

PORTO IMPERFETTO Ottime notizie, visto che in difesa il Porto – al netto dell’autorete di Felipe – non è parso certo impermeabile, a cominciare dal malinconico tramonto che pare stia vivendo il portiere Casillas, lontano dalle punte di rendimento avute col Real Madrid e la Nazionale spagnola. Non solo. Se i rivali dei giallorossi hanno vinto il loro match di campionato contro l’Estoril grazie a uno striminzito 1-0 giunto solo nel finale, il poker della Roma sembra avere tutt’altro sapore. La doppietta su rigore di Perotti (che ha fatto lievitare la squadra), la rete cercatissima di Dzeko (che ha lavorato tanto per i compagni), il gol sui titoli di coda dell’inesauribile Salah (che sembra voler confermare la vena da capocannoniere del gruppo della scorsa stagione), sono in generale il miglior biglietto da visita possibile per l’ottimismo.

SI SCALDA IL FARAONE All’appello giallorosso, insomma, manca solo El Shaarawy. Il Faraone però non è fuori dei giochi perché, oltre alla solita predisposizione al sacrificio, non vede l’ora di iscriversi al tabellino marcatori. A proposito. In panchina ci sarà anche capitan Totti, perciò meglio che la Roma passi il turno. Non gli si vorrà mica fare lo sgarbo di fargli dire addio alla Champions così presto, vero?

Fonte: Gazzetta dello Sport - M.Cecchini

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