Rassegna Stampa

Roma: Eurorecord

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-11-2013 - Ore 09:30

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Roma: Eurorecord

C’era una volta un tempo non proprio lontano in cui a Roma si pensava che il paradiso del calcio fosse popolato solo di angeli dalla tecnica sopraffina e voglia di fair play senza «se» e senza «ma». Ma l’Urbe è terra di classici e così vige la legge dell’Eneide, che modernizzata recita: «Se non puoi ottenere il paradiso, scatena l’inferno». Il paradosso però è che, scendendo nell’abisso, la Roma il paradiso lo ha trovato davvero, alle cui porte siede un San Pietro che ha la faccia simpatica di Rudi Garcia. Facile, allora, che con lui si galleggi tra le nuvole sognando leopardiane «magnifiche sorti e progressive» che, nel giorno della difficile trasferta di Torino, raccontano il desiderio di agganciare il Tottenham 196061 (quello delle 11 vittorie consecutive a inizio un passo più in là, il desiderio di permanenza del francese sulla panchina. Ma a raccontare queste cose, meglio che sia lui.

Europa & Futuro «Aver fatto il record delle 10 vittorie ci aiuta spiega . Vogliamo che duri il più a lungo possibile perché ci è utile a pensare solo alla partita successiva. Dopo il record italiano c’è quello europeo, che non conta niente, ma può essere positivo psicologicamente centrarlo». Psicologicamente positivo per l’ambiente, poi, lo è di sicuro sentire che Garcia non veda Roma come tappa di passaggio. «Questa cosa del trampolino non esiste mai nella mia testa. In Francia hanno detto che sono passato solo un anno a Le Mans e dopo sono andato a Lilla, ma lì sono rimasto a lungo così come a Digione. Io lavoro in un club come se la mia carriera fosse sempre in quel club. Io sono qui, sto bene, vediamo come andrà la stagione, ma sarà sicuramente un’esperienza interessante e piena di molta passione».

Agguato granata Passione che la fame di scudetto ha anabolizzato. «Gli altri festeggiano il record così noi stiamo tranquilli dentro Trigoria, io guardo solo i numeri: Juve e Napoli viaggiano anche loro a ritmo scudetto. La fatica? Penso che recuperiamo molto meglio quando vinciamo, la testa è importante. La sola cosa che mi preoccupa è che ho poche soluzioni davanti. Ljajic e Borriello hanno bisogno di gare, ma è difficile giocare tre partite di fila per gente a cui mancano minuti nelle gambe, per questo arriverà anche il momento di Caprari e Ricci». Intanto oggi toccherà a Burdisso inserirsi nella difesa più forte d’Europa e non far rimpiangere lo squalificato Castan. «Non è un problema. Anzi, forse è bene per lui che riposi. Nico è di alto livello e ha molta esperienza: merita di giocare. In generale spero che la partita sia bella e che vinca la squadra migliore. E che la migliore sia la Roma».

Caso Cuadrado I titoli di coda sono per la mano tesa mostrata alla Fiorentina per il caso Cuadrado, ovvero il «no» alla cancellazione della squalifica dopo l’espulsione ingiusta subita mercoledì. «In Francia c’è una commissione video per queste cose. Può essere contro il giocatore, ma anche a favore. Per me non è normale che Cuadrado non giochi la prossima partita. L’allenatore sbaglia, il giocatore sbaglia e anche l’arbitro può sbagliare, ma le regole devono cambiare e se c’è la possibilità di una commissione che aiuti perché la decisione sia più giusta, è meglio farlo». Semplice e coerente. Chapeau.

 

 

Fonte: Gasport

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