Rassegna Stampa

Roma, fallimento e polemiche «Una squadra da rifondare»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-05-2013 - Ore 10:33

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Roma, fallimento e polemiche «Una squadra da rifondare»

(Corriere della Sera-G.Piacentini) La sua avventura sulla panchina giallorossa è finita nel modo peggiore, perdendo una finale di Coppa Italia che poteva regalare il suo nome alla storia. Invece non è successo niente di quello che Aurelio Andreazzoli aveva immaginato, nemmeno l’andamento di una partita che ha visto per l’ennesima volta la formazione giallorossa soccombere davanti ai cugini. Per la Roma – a secco di gol per la terza volta nelle ultime quattro partite giocate – è stata la naturale conclusione di una stagione partita male e proseguita peggio, la certificazione di un fallimento che probabilmente porterà il presidente James Pallotta alla terza rivoluzione consecutiva. A cominciare dall’allenatore che, da ieri è certo, non sarà Andreazzoli. «Io non penso al mio futuro, abbiamo tempo con la società per parlarne. Il mio futuro è deciso da tempo, adesso voglio solo smaltire l’amarezza».

Quando parla della sua esperienza sulla panchina romanista, però, ne parla al passato. «Ho avuto la fortuna di lavorare con un bel gruppo di giocatori, è stata una bella avventura, abbiamo fatto dei numeri importanti, eravamo alla ricerca di una ciliegina che non è arrivata. Se la Roma è una squadra da rifondare? Penso di sì, tutte le squadre sono migliorabili sotto l’aspetto tecnico e caratteriale, e anche la Roma sarà soggetta a cambiamenti, è la logica delle cose».

Ha fatto molto discutere la scelta di Destro, preferito ad Osvaldo che al termine della partita è uscito dal campo insultando il tecnico e non fermandosi nemmeno per la premiazione. «Tra Osvaldo e Destro ho fatto una scelta tecnica. Rifarei esattamente quello che ho fatto, senza alcun dubbio. È stata una partita non di alto livello tecnico, ma combattutissima: mi è piaciuto l’aspetto agonistico della squadra. Ad essere premiata è stata una casualità, un episodio particolare. Noi non siamo stati pericolosi ma non lo è stata nemmeno la Lazio. Nessuno voleva perdere, ci siamo annullati a vicenda. Quando la Lazio è andata in vantaggio abbiamo perso un po’ della nostra fisionomia ».

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