Rassegna Stampa

Roma, festa e violenza

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-09-2014 - Ore 08:55

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Roma, festa e violenza

Quello che si vede è un massacro calcistico che inizia dopo 110 secondi, quando Mario Fernandes rischia l’autogol per salvare alla disperata su Gervinho, messo davanti alla porta da un cross di Nainggolan. Si capisce subito che sarà grande Roma e lo testimonia la grandinata che si abbatte nel primo tempo sul Cska: Iturbe (assist Gervinho) al 6’, Gervinho (assist di Iturbe) al 10’, Maicon (papera di Akinfeev al 20’) e ancora Gervinho (assist di Totti al 31’). Quello che non si vede, ma sono esattamente le fondamenta su cui viene edificato un esordio di Champions ai limiti della perfezione, è il lavoro sul gruppo che ha fatto Rudi Garcia, aiutato nelle scelte dalla struttura societaria che discende dal presidente Pallotta e passa per il direttore generale Baldissoni e il direttore sportivo Sabatini.

La partita la vincono, ancora prima di scendere in campo, gli uomini che ripagano Garcia della fiducia ricevuta: Gervinho è il figlio maschio che Rudi non ha avuto, ma ha trovato sui campi della provincia francese; Iturbe è il giocatore che Sabatini ha inseguito e strappato alla concorrenza (Juve) a suon di milioni; Maicon è il cattivo, cacciato dalla nazionale brasiliana, che Garcia ha difeso e mandato subito in campo a Empoli, perché crede in lui e non in quello che dicono di lui; Keita è l’uomo di fiducia che il procuratore del tecnico ha portato a Roma; Manolas è la roccia che ha già sostituito Benatia nel cuore dei tifosi, un’altra scommessa vinta da Sabatini.

Sarebbe tutto perfetto se non ci fosse sempre chi scambia il calcio per una guerra. Parliamo altrove degli incidenti fuori dall’Olimpico, che faranno fare il giro del mondo a Roma città dei coltelli. Parliamo qui, con tristezza, del lancio di fumogeni dalla turbolenta curva russa, del conseguente ping pong dalla curva Nord e dell’intervento della polizia per aiutare gli steward disarmati. Lavoro per la Uefa nell’immediato, per la società civile nel futuro.

Tornando a parlare di calcio ci si deve chiedere dove può arrivare questa Roma in Champions League. Il Cska l’ha affrontata come se fosse un’amichevole, con la difesa alta contro scattisti come Gervinho e Iturbe, che hanno fatto a fettine la retroguardia russa. Una squadra era preparata alla perfezione, l’altra stava facendo turismo. Ci saranno banchi di prova ben più seri, come Manchester City e Bayern Monaco, ma è sicuro che la Roma ha caratteristiche che la possono rendere davvero la mina vagante del girone e, chissà, del torneo. Alla qualità di chi ieri era in campo vanno aggiunti assenti di peso come Castan e Strootman, infortunati, e lo squalificato De Rossi. Unica preoccupazione per Garcia, i due infortuni: muscolare per Iturbe al 25’, dopo che aveva già confezionato un gol e un assist; traumatico per Astori, nel finale di gara, con la Roma che ha chiuso in dieci.

Già contro il Cagliari dell’ex Zeman, domenica pomeriggio, bisognerà attingere alla ricca panchina. Da rimandare a Michel Platini l’immagine del gol non gol segnato dai russi al 41’ del secondo tempo. Solo un’immensa presunzione può tenere fuori la tecnologia dal calcio. Ieri sera non contava niente, ma quando un caso del genere può decidere una partita o una qualificazione? L’arbitro di porta, si è visto, non basta.

Fonte: Corriere della Sera - VALDISERRI

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