Rassegna Stampa

«Roma, guai a sbagliare».Vincere ora vale triplo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-11-2016 - Ore 06:52

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«Roma, guai a sbagliare».Vincere ora vale triplo

LAGAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI/PUGLIESE - In un oceano di parole spesso corrette, anche se a volte intorbidite da alcune decisamente fuori registro, Luciano Spalletti centra una ineluttabile verità: «Si dice che al tempo non c’è retromarcia ed è proprio così. Battendo il Viktoria Plzen possiamo arrivare subito alla qualificazione e al primo posto. È un’occasione da sfruttare. Dobbiamo essere pronti a portarla a casa e i ragazzi lo sanno». Proprio vero. Una vittoria consentirebbe alla Roma di fare semplice atto di presenza nel match in trasferta con l’Astra Giurgiu in programma l’8 dicembre, cioè nella settimana che va dal derby alla delicata sfida interna col Milan. Come dire, un regalone.

EL SHAARAWY k.o. Il problema è che i giallorossi a Bergamo si sono scoperti inaspettatamente ammalati, senza contare che ieri hanno perso anche El Shaarawy, messo k.o. da un infortunio muscolare all’adduttore. Sul momento, però, l’allenatore è netto: «Quella con l’Atalanta è stata una brutta sconfitta, ma non c’è alcun caos. Certo, la scorsa settimana si parlava di contratti, ma bisognerebbe discutere dell’impegno per sistemare alcune cose. Questo k.o. ci brucia, cerchiamo di trasferirlo sui prossimi impegni». Intanto, il Viktoria — in vetta nel campionato ceco — è sbarcato a Roma «per vincere», come ha ribadito l’allenatore Pivarnik, ma la Roma, in fondo, teme solo se stessa e i fantasmi che evoca.

LA POLEMICA Non è un caso che Spalletti, dopo lo screzio da campo tra Nainggolan e il vice Domenichini (nulla di grave), ieri abbia pensato bene di descrivere un eccellente collega tv come uno «che dice bugie», attirandosi così anche un comunicato del direttore («attacco ingiustificato e gratuito») e del cdr di Mediaset («atteggiamento irresponsabile). Insomma, mentre con fair play la dirigenza correva ai ripari col collega in questione, l’universo giallorosso s’interrogava se il senso di assedio che percepisce l’allenatore («Sembra che bisogna dire delle cose ora che abbiamo perso e siamo in difficoltà») non nuoccia agli obiettivi, che in fondo restano alti. «Juve irraggiungibile? Noi tentiamo di vincere tutte le partite e raggiungere il massimo finché non ci sarà l’aritmetica a vietarcelo». L’importante, ovvio, è non sbagliare più. «Ogni tanto ci succede di ritrovare il vizietto di abbassare la lotta, che probabilmente non fa parte delle nostre qualità. Se invece siamo bravi a portare le partite sulla qualità, diventiamo imprendibili e fortissimi». Ciò che tutti vogliono vedere stasera.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT

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