Rassegna Stampa

Roma in vetta pure con i passi falsi. E torna Gervinho

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-11-2013 - Ore 07:33

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Roma in vetta pure con i passi falsi. E torna Gervinho

È vero, sono due passi falsi che bruciano e che minano in parte quel castello di certezze costruito nelle prime dieci partite. Ma sono anche due pareggi e non due sconfitte, con la Roma che è ancora in vetta alla classifica. Ed allora se alcuni elementi fanno pensare che la «frenata» sia rischiosa (su tutti la minor pericolosità in fase offensiva senza l’estro di Totti e la mancanza di cambi all’altezza dei 12 13 titolari di Rudi Garcia), altri inducono all’ottimismo: quello che ha fatto finora la Roma è un pezzo di storia unico e anche tra le difficoltà, la squadra è ancora imbattuta.

Perché crederci Si sa, Roma è un ambiente umorale, quasi ondivago, sicuramente passionale. E i due pari con Torino e Sassuolo hanno già offuscato in parte quanto di buono fatto prima. Ed invece la Roma ripartirà dal Cagliari con qualche buona notizie: tornerà Gervinho, forse magari anche Destro e anche il ritorno in campo di Totti sarà un po’ più vicino. Insomma, la tempesta (intesa come infortuni «sono preoccupato perché davanti siamo corti» ha detto più volte Garcia) sembra quasi passata. Dal rientro dalla sosta, laRoma può cercare di ritrovare smalto e lucidità e la stessa sosta, se da una parte non ti permette di «smaltire» la rabbia agonistica della beffa, dall’altra aiuta a recuperare energie fisiche e mentali (nonostante l’impegno con le nazionali).

Perché preoccuparsi È chiaro, però, che i due pareggi non devono neanche passare inosservati. Insomma, se un campanello d’allarme c’è, va subito individuato. E il campanello dice che senza Totti la Roma produce molto di meno. L’unico che può provare a fare l’«elastico » come il capitano giallorosso è Ljajic, ma Garcia senza Francesco preferisce un altro tipo di gioco, schierando al centro dell’attacco Borriello. Certo, con il rientro di Gervinho le cose potrebbero cambiare di nuovo, perché l’africano garantisce l’attacco alla profondità ed allora avere uno che «manda» il compagno è meglio di un centravanti di peso. Gli altri due nei emersi tra Torino ed il Sassuolo sono la mancanza di cambi all’altezza dei titolari ed il fatto che la Roma non è ancora una grande squadra, ma lo sta diventando. E come tutti i processi di crescita, ha bisogno di una maturazione che passa anche dai passi falsi. Proprio come quello del gol in extremis di Berardi.

 

 

Fonte: Gasport

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